IPPOTERAPIA: Una fiaba

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Noi abbiamo solo pagato l’iscrizione ma non avevamo idea che sarebbe stata una fiaba. Mi hai ancora una volta commosso Stefania.

Scrive : “Ciao Marco, in attesa di pubblicare le foto della giornata di ieri del progetto, ti mando questa, senza viso oscurato, per farti vedere l’espressione. E’ xxx, ha 25 anni, fin dall’età di 15 anni ha fatto abuso di tutte le sostanze possibili ed il risultato è stato un esordio schizofrenico molto precoce, intorno ai 20-21 anni, con deliri, allucinazioni, percezioni distorte del proprio corpo, gesti autolesionistici. Dopo un lungo periodo (un paio di anni) in riabilitazione intensiva (che vuol dire chiuso in un reparto psichiatrico e tanti famaci), da circa 6 mesi è passato all’estensiva, che vuol dire un reparto un più aperto e la possibilità di cominciare a riprendere il contatto con gli altri. All’interno della struttura fanno cucina, musicaterapia ecc ma finora Xxx non era mai stato giudicato idoneo alle attività fuori dalla clinica. poi grazie all’insistenza di un’operatrice hanno cominciato a mandarlo al progetto dei cavalli. Le prime volte che è venuto se ne voleva subito andare, non parlava con nessuno, guai a toccarlo o fotografarlo. Solo sigarette e caffè.Non ha mai voluto avvicinarsi a nessuno dei cavalli e tantomeno toccarli. Poi la settimana scorsa è arrivata al maneggio una gattina trovatella grigia e con questa Xxx ha cominciato a fare amicizia, a toccarla un pochino, a cercare di vedere dove si nascondeva ed aveva la ciotola per l’acqua. I suoi medici erano ancora abbastanza indecisi se continuare a mandarlo da noi il giovedì mattina, si sono presi ancora un pò di tempo. Così ieri Xxx è venuto, è andato a salutare la gattina e poi ha voluto provare a toccare un cavallo: ha fatto una piccola carezza e se n’è andato. Abbiamo un pò insistito, aveva paure di salire, gli abbiamo trovato un cavallo “piccolo” come voleva lui, ed è salito a patto di stare fermi e scendere subito. Ci sembrava già un grandissimo risultato ed eravamo più che soddisfatti. Ma quando avevano tutti quasi finito di montare ha chiesto di salire di nuovo e questa volta anche di “camminare” un pò con il cavallo, commentando “è fighissimo! sembra di stare alle giostre!!!”, ed è rimasto a cavallo 5 minuti ed abbiamo fatto anche la foto.
Mi rendo conto che detto così può sembrare pochissima cosa, è un ragazzo malato seriamente e lo resterà per sempre: ma uno spiraglio si è riaperto, uno spiraglio su cui lavorare, cominciare ad inserire qualcosa, anche un semplice giro di “giostra” con il cavallo che però è anche un momento di spensieratezza e sopratutto di speranza.
Mi faceva piacere farti conoscere questa storia, puoi vedere quanto il tuo aiuto è stato importante!
Un carissimo saluto,
Stefania”