Lettori 101 –

101 il libro del tuo amico Braico e’ uno splendido pugno nello stomaco! Fa pensare e fa commuovere,fa paura ma dona coraggio! Fagli se puoi i complimenti da parte mia! Penso che andro’
al GRADE di persona e ne regalero’ una copia al dott. …,e spero che lui passi la palla…chissa’ forse potra’ dare la voglia di lottare a qualcun’altro! E’ questo il desiderio che esprime nella prefazione vero? Ti giuro che lo faro’! Serena . .un bacio al mio speciale amico.
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102 Continuo nella lettura…mi commuovo…rido….mi arrabbio…spero…. quanto è bello!! a presto
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103 Buon pomeriggio, mi chiamo …. e ho appena finito il Suo libro consigliata da mio figlio …, in 17 anni quasi è il primo che mi consiglia, un po’ perché è il primo che unisce i nostri gusti ( il suo precedente di Dmitry Glukovsky con i suoi Metro 2933 e 34 non rientra tra i miei preferiti) , un po’ perché lo sentivo ridacchiare mentre leggeva, un po’ perché è il primo libro che si è portato anche in bagno (Ale è più puntuale del suocero del Suo personaggio e ci passa mezza giornata dentro) e un po’ perché mia madre durante le vacanze di Natale lo aveva rubato nelle sue notti insonni e avendone letto solo metà mi ha chiamata chiedendo di mandarglielo perché il suo libraio di un paesino a confine tra Friuli e Austria non riesce a procurarglielo …così eccomi in un freddo pomeriggio come questo comoda a letto (non è un libro da divano con a fianco … che gioca alla Play3 con le cuffie all’orecchio che parla con il suo compagno di gioco che si trova a Napoli o giù di lì viste le parole che sento…)dopo aver letto l’ultima pagina di questo libro meraviglioso… Ammetto ho riso molto perché mi sono riconosciuta tra le mamme da lei menzionate che vanno a parlare coi professori seduta in punta alla sedia,sentendo da più di una decina d’anni (… fa la III liceo tecnologico ) :’suo figlio è bravo ma potrebbe far di piu’ mentre io ho sempre l’immagine di mio figlio che guadagna qualcosa a Zelig su canale 5 visto che è un comico nato.. e ho anche pianto molto,sono dalla lacrima facile e ho rivissuto attimi di attesa in ospedale visto che mia madre fa oramai la spola ospedale-casa casa-ospedale (con tappa solo come l’altro ieri nella merceria più cara del paese a perdere mutande e camicia da notte nuova perché non vuoi mica che il ‘Sior Dotor’ ti veda con le stesse cose,no?) da quando è andata in pensione per un tumore al fegato e mille malattie che le fanno vedere più quel posto di quando ha partorito i 7 figli e almeno ci andava volentieri anche se per gridare e maledire mio padre per averla messa incinta ancora….. Così,volevo solo scriverLe che mi è piaciuto molto,che è la storia di molte persone peró scritta in un modo quasi perfetto che va dal dolore alla risata passando per la speranza e la paura…. Prenda questo messaggio come un ennesimo valore che fa salire quel grafico di gradimento del Suo libro! PS Mio figlio mi ha detto che nel momento in cui gli ha firmato il libro fosse del Toro,e non ‘Bel libro,complimenti’ dunque..lo faccio io! Grazie della piacevolissima lettura
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104 Salve signor Braico, sono uno studente del liceo Majorana. Volevo solo ringraziarla per la conferenza che ha tenuto ieri, sono stato profondamente colpito da ciò che ha fatto e approvo con tutto il cuore il messaggio che ho colto dal suo discorso: bisogna fare delle cose per i pazienti, per non far perdere loro la speranza! I miei sinceri complimenti.
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105 Ciao cucciolo, ho letteralmente divorato il tuo libro! Sono stata in tua compagnia per due giorni ma l’effetto si prolunga nel tempo…mentre leggevo ti vedevo e percepivo le tue vibrazioni,la tua allegria, la determinazione, la paura,la speranza..sei fantastico!!! Ho sempre provato un grande affetto e stima per te, ma adesso provo anche orgoglio e un certo rimpianto per non esserci stata come amica! Ti voglio bene e ricorda che nelle mie preghiere ci sei sempre!
Ah..ma il libro è stata veramente una sorpresa..come hai fatto? ( visto che anch’io ho qualcosa nel cassetto…)
Un besazo enorme guapo!
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106 Ciao marco ,prima di tutto scusami se faro`qualche errore di scrittura sono tanti anni che vivo in svizzera ,e il mio italiano e fatto in casa volevo solo dirti che ho letto il tuo libro ,bellissimo e mi sei stato anche molto d`aiuto a capire certe cose che non sono riuscita a capire in tutti questi anni , di preciso dal 2005 .Ma no come paziente come parente molto stretto ,una mamma che ha combattuto insieme a sua figlia allora di 4 anni ,anche lei con ALL ha preso gli stessi medicamenti che hai preso tu ,solo il trapianto non è stato necessario,mentre leggevo il tuo libro pensavo in quel momento cosa si sentiva mia figlia al`epoca ,a soli 4 anni, so solo che giorni giocava normalmente e giorni che non aveva neanche la forza di mangiare un joghurt.Adesso devo andare e spero di scriverci ancora . E mi piacerebbe sapere tu come stai adesso????? ciao …. :))
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107 n primis…mi devi una figura di merda fatta 20 minuti fa al bar mentre mangiavo- finivo il tuo libro – piangevo… come recensione potrebbe andare bene?
ebbene si….l’ho finito…peccato…  “c’è chi lo finisce in du giorni e tu ce l’hai da 2 mesi e non lo hai ancora finito gne gne gne”….ora ti spiego che…io non lo volevo finire…volevo continuarlo in eterno…perchè quando un libro mi prende mica lo finisco in due giorni, quello è un trattamento che riservo per qui libiri che non vedo l’ora di finire….(quindi potresti chiederti se sei piaciuto più a me o ai quelli che in 48 ore cagate lo hanno finito hahahahhaha)….un libro io non lo leggo…anche quando non ce l’ho davanti ce l’ho dentro me…i protagonisti mi accompagnano nella quotidianità…io un libro lo vivo….
io ero li con te in spiaggia a Mentone, ero davanti la porta del tuo medico quando hai dimenticato il casco, anzi forse ero quella che te lo fece notare, ero seduta nella sedia di fronte mentre ti facevi la prima figura di merda con la tua interlocutrice malata, anche se me ne sarei andata visto la figuraccia alla quale ho dovuto assistere (hahhah), ero in piedi al fondo della barella mentre ti giravano come un calzino e ti avevano appena detto che saresti stato ricoverato, ho visto le tue mani su quella barella mentre tenevi le sbarre di ferro a pancia in giù…ero nella tua stanza…sempre sulla porta….ero nel tuo salone quando sei arrivato a casa e prima nella tua macchina mentre giravi l’angolo…ero con le infermiere mentre guardavi la partita ero anche con te nella camera sterile (non mi hai visto?), c’ero mentre piangevi, mentre balalvi in mutande come un cretino, ero seduta sul letto quando i tuoi globuli bianchi arrivaron a 500 ed ero li anche quando tua moglie è venuta a prenderti….e li sono rimasta….a guardarti andare via…. ho rotto un pò le palle vero? peggio di un virus…ma io ero li…e ora? dalle 13.50 che piangendo ho finito di leggere dove cazzo sono?
ogni volta che finisce un libro una parte di me saluta un amico che è il protagonista, maggior parte delle volte di pura invenzione dell’autore…
questa volta in effetti è diverso…tu esisti…io ho vissuto in qualche modo la tua vita… fiera di averlo fatto…porterò in giro il tuo verbo (minkia un Messia sei diventato) affinchè tutti possano capire quanto un sorriso possa fare…
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108
Caro Marco, da qualche tempo ho terminato la lettura del tuo libro. Mia moglie se lo è bevuto in qualche sera e ne è rimasta entusiasta, tanto da consigliarlo alle amiche. Io che ti conosco, credo abbastanza bene, ti ci ho trovato perfettamente con le tue battute stemperanti una situazione grave. Mi è piaciuto, si legge bene, è scorrevole, il patos per la situazione grave diventa leggero a seguito delle tue battute inframmezzate ai pensieri gravi che si evincono dalle tue stesse considerazioni e pensieri sul futuro, su quel fenomeno di Roberto che con la matematica ha evitato il disastro!Mi complimento sia per il romanzo che per la finalità dei ricavi delle vendite e mi compiaccio che anche dal Volley hai avuto in piccolo stimolo al “combattimento”! Un cordiale saluto
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109 Giornata di normale amministrazione la quarta del Campionato femminile di serie A1, con le prime due della classe che proseguono indisturbate il loro percorso. Busto affronta la gara con Chieri sperimentando un turn over per le fatiche della trasferta a Baku; Villa Cortese supera Urbino, ancora alle prese con l’assenza di Djerisilo, nello scontro tra le damigelle d’onore; la vittoria di Modena, Novara e Pesaro complicano ancora di più la lotta per le posizioni di rincalzo dei play off dalle quali sembrano invece distanti Chieri e Pavia, lombarde ancora ultime e vicine alla definitiva chiusura del campionato. La gara tra Pesaro e Parma, terminata 3 a 2 per le padrone di casa, ha avuto un finale a sorpresa in rimonta da 12 a 14 nel tie break per la squadra marchigiana ma l’evento della gara è stato rappresentato dalla presenza sul seggiolone dell’arbitro diMarco Braico, direttore di gara torinese, che ha combattuto e vinto la sua gara contro uno dei peggiori mali del secolo. Marco è un insegnante di scuola che ha espresso la sua passione per la pallavolo decidendo di dare il suo contributo a questo sport diventando arbitro, il mestiere che spesso viene indicato come il più scomodo, nel quale la soddisfazione non è mai quella di vincere la gara a cui si partecipa e tantomeno quella di avere un pubblico che ti applaude. Devi avere una forza tutta tua se nel farlo vuoi essere bravo, probabilmente la stessa che Marco ha esercitato per vincere il male che lo aveva colpito e che ha affrontato con lo spirito di chi è abituato a superare le difficoltà spesso anche da solo. Poi ha deciso di scrivere un bellissimo libro, che consiglio a tutti di acquistare, e, attraverso il ricavato della vendita dello stesso, acquistare un macchinario da regalare all’Ospedale Molinette di Torino per portare avanti … un progetto per donare la voglia di vivere. La festa dei Limoni (www.lafestadeilimoni.it) è un romanzo divertente, una storia bella come ci sono spesso nella pallavolo ma che non riusciamo a percepire e che difficilmente sono narrate. Belle come quella di Martina tredicenne appassionata di pallavolo che aveva il sogno di allenarsi con le coetanee dell’Under 14 della Scavolini, e che ha realizzato nei giorni precedenti al Natale. Ho avuto modo di ammirare questa ragazza, appassionata di pallavolo, colpita nello scorso ottobre da un evento terribile, e ho potuto vedere nei suoi occhi la voglia di imparare, l’entusiasmo e la gioia di giocare a pallavolo, quella che aiuta a superare le situazioni negative e ti permettono di affrontare la gioventù con semplicità. Allenare le ragazze come lei è una delle più belle ed emozionanti esperienze che un tecnico possa avere e che auguro ad ognuno dei miei colleghi. Marco e Martina sono l’essenza della pallavolo e dello sport, sono le situazioni belle di una disciplina e di un mondo dove alle persone piace realizzarsi attraverso le proprie forze, con il proprio stile ed il proprio modo di essere, senza scorciatoie o privilegi. Sono le storie che spesso ci si dimentica di raccontare ma che danno allo sport il valore più alto che può distinguere la vita delle persone: dobbiamo essere capaci di combattere per i nostri desideri affinché si possano realizzare e se ciò non dovesse succedere sappiamo che abbiamo fatto tutto il possibile dal fondo del cuore e non avremo mai nessun rimpianto.
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110 Ciao Marco, ho divorato il tuo libro.
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111
il tuo libro mi e’ stato regalato da mia figlia, l’ho iniziato e finito oggi, in un pomeriggio che credevo freddo e noioso…grazie…
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112 Sono lieto ed onorato di stringere amicizia con Te, ho già finito di leggere il tuo libro, che sicuramente rileggerò per gustarlo meglio in ogni sua parte, ……. in attesa del prossimo. Grazie per il tuo lavoro e per aver avuto voglia e coraggio di condividere con noi questa tua difficile esperienza che, oltre ad aver – alla fine – giovato a te ora attraverso il tuo libro giova a me e penso a molti altri.
Spero di incontrarti nuovamente per scambiare idee ed emozioni, ciao.
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113 Ciao Marco ho letto il tuo libro o meglio divorato in un baleno complimenti per questultimo ma sopratutto per la voglia di rivivere la tua vita …
l’esperienza della rinascita ci trasforma ma sopratutto esalta in coloro che la vivono dei valori prima sottovalutati…bravo
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114 Fnalmente sabato è arrivato il tuo libro!!! Dopo giorni di peripezie varie causate dalle nevicate abbondanti che hanno letteralmente coperto interi paesi lucani, il corriere è arrivato,
Ieri, come ogni domenica mamma è venuta a mangiare a casa mia, le ho mostrato il libro, lo ha preso tra le mani quasi per studiarne la copertina, ti ha riconosciuto nella foto e poi si è messa dietro la finestra e mentre guardava fuori, senza vedere niente (secondo me) mi ha detto ‘ la vita è strana davvero, trenta anni fa proprio oggi tuo padre veniva operato’ (era l’inizio di un calvario, un intervento devastante che non gli permise neanche più di parlare)
Stamattina mi sono alzata di buon ora, adoro il silenzio dell’alba, è solo mio, faccio di tutto, metto a posto, stiro, cazzeggio un po’ con il computer, correggo i compiti e mi organizzo le lezione di ciascuna classe che ho in orario, ma oggi sono libera e ho iniziato a leggere il tuo libro.
Cavolo se scrivi bene!!! Ho ritrovato tra quelle pagine la mia vita da insegnante, i miei alunni, la mia scuola simile a tante altre scuole, ma poi quando inizi a raccontare dell’ospedale mi sono ritornati come un pugno nello stomaco gli odori i corridoi le sedie i letti i silenzi i suoi occhi sempre più verde-azzurro sempre più grandi e scavati… riuscirò a leggerlo fino alla fine??
ti abbraccio …
ps per la presentazione del libro a Genzano io ci conto, appena riesco ad saperne di più ti contatto
baci a tutti
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115 Prof le invio sms ricevuto dall’amica sandrina:)… Ho concluso il
libro mo mo e piango di gioia, mi gocciola anche il naso. sono in sala
d’attesa dalla mia dottoressa felice di essere sana. Che bella
lettura!
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116 libro semplicemente….MERAVIGLIOSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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117 Oggi pomeriggio sono stato all’Istituto Europeo dei Tumori (che nome del cavolo) a trovare un amico all’ottavo piano, reparto trapianto di midollo e terapia del dolore. Mentre salivo in ascensore leggevo i nomi dei piani, uno per tipo di tumore, tanti puntini collegati da una linea continua, che culmina all’ottavo piano con la cappella, giustamente vicina al cielo. Solo un miracolo puó salvare il mio amico, ma lui non molla, continua a lottare, a pensare positivo e a guardare avanti, anche dopo 50 giorni di ricovero causa ricaduta e chemio che non attecchisce e nonostante la polmonite e il drenaggio toracico che gorgoglia in continuazione, come a ricordagli ogni singolo istante che la malattia non lo vuole mollare. Ora capisco quello che hai scritto: le infermiere, i medici, gli altri pazienti e parenti sono persone straordinarie, ma soprattutto sono persone che condividono un dolore ed una situazione drammatica, col coraggio di sperare e non mollare mai. Stasera abbiamo parlato di quanto stia sognando di poter bere un’aranciata, di quanto, dopo una settimana senza bere nè mangiare, stia sognando il momento in cui potrà bere di nuovo una banalissima aranciata! E contava i giorni confidando di poterlo fare fra una settimana, condividendo con me i progressi stellari fatti rispetto a ieri e l’altro ieri. Il tuo libro è sul suo comodino, dopo di lui lo sta leggendo sua moglie e continuano a ringraziarmi per quella speranza che non morirà mai e che la tua storia a lieto fine ha portato in quella stanza. Gli ho detto di ringraziare te, non me. Io tifo con tutte le mie forze perchè possa gustarsi la sua aranciata, fra qualche giorno. Gliene ho promessa una scatola intera, appena potrà berla. E voglio mantenere la mia promessa. Voglio credere nel miracolo di un’aranciata, dopo quello dei limoni.
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118 Oggi pomeriggio sono stato all’Istituto Europeo dei Tumori (che nome del cavolo) a trovare un amico all’ottavo piano, reparto trapianto di midollo e terapia del dolore. Mentre salivo in ascensore leggevo i nomi dei piani, uno per tipo di tumore, tanti puntini collegati da una linea continua, che culmina all’ottavo piano con la cappella, giustamente vicina al cielo. Solo un miracolo puó salvare il mio amico, ma lui non molla, continua a lottare, a pensare positivo e a guardare avanti, anche dopo 50 giorni di ricovero causa ricaduta e chemio che non attecchisce e nonostante la polmonite e il drenaggio toracico che gorgoglia in continuazione, come a ricordagli ogni singolo istante che la malattia non lo vuole mollare. Ora capisco quello che hai scritto: le infermiere, i medici, gli altri pazienti e parenti sono persone straordinarie, ma soprattutto sono persone che condividono un dolore ed una situazione drammatica, col coraggio di sperare e non mollare mai. Stasera abbiamo parlato di quanto stia sognando di poter bere un’aranciata, di quanto, dopo una settimana senza bere nè mangiare, stia sognando il momento in cui potrà bere di nuovo una banalissima aranciata! E contava i giorni confidando di poterlo fare fra una settimana, condividendo con me i progressi stellari fatti rispetto a ieri e l’altro ieri. Il tuo libro è sul suo comodino, dopo di lui lo sta leggendo sua moglie e continuano a ringraziarmi per quella speranza che non morirà mai e che la tua storia a lieto fine ha portato in quella stanza. Gli ho detto di ringraziare te, non me. Io tifo con tutte le mie forze perchè possa gustarsi la sua aranciata, fra qualche giorno. Gliene ho promessa una scatola intera, appena potrà berla. E voglio mantenere la mia promessa. Voglio credere nel miracolo di un’aranciata, dopo quello dei limoni.
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119 l’unica persona che è riuscito a farmi piangere e dopo pochissimi istanti farmi ridere….. UN GRANDE e non solo come scrittore.
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120 Recensione arrivata per posta cartacea anonima di un certo Nonno Beppe…
(clicca qui per leggerla) .
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121 ciao marco ho finalmente finito il libro.è stato una piacevole sorpresa.devi sapere che io ho la fortuna di avere un bar all”interno di un liceo a ivrea e mi son divertito molto quando hai descritto il mondo della scuola….sti bidelli…..ma compensano i ragazzi che son meravigliosi.purtroppo per un periodo di tempo ho conosciuto anche io il reparto di oncologia.ho avuto il mio papà ricoverato per un mese al gradenigo.le persone che ci lavorano son veramente degli angeli.il babbo non ce la fatta ma da quell”esperienza ho cominciato a vivere in un altro modo.grazie per tutto quello che mi hai trasmesso.buona serata e in bocca al lupo per tutto.scusa per il mio italiano ma son sempre stato uno scarso…copiavo dal bignami i temi….ciaooooo
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122 Carissimo Marco,
Volevo dirti che grazie alla tua eno/festa l’8 Marzo, mi sono divertita come non mi succedeva da tempo. Come ti dicevo ho passato un po’ di guai……ma questa e’ la vita, e penso che vivere faccia bene alla salute!!!!!!!
Il tuo libro e’ qualcosa di magico, e’una cammino in salita, e’ una stella che illumina il sentiero oscuro…..e’
Sei Tu…..il tuo libro: Sei Tu: Magico ( come la Juve).
Ricordo le chiacchierate che abbiamo fatto al Coes, anche se rare, intense, ma spiritose, come pochi sanno esserlo…..
Voglio continuare a sorridere……non capisco il perché della sofferenza, il perché di tante cose, ma capisco che ci dobbiamo mettere in ascolto….in ascolto dell’altro, e di noi stessi……
E’…….che nella vita non si arriverà a capire…..ma capire i segnali di Dio…..la brezza…e il soffio di vento che ci mandano la tua mamma ed il mio papa’………….quello si’ che possiamo capirlo!!!!!!
Tua moglie e’ meravigliosa, son felice di averla conosciuta.
Mi sono commossa.
Ti voglio Bene
Sei grande!
Ciao Marco un bacio
Sono …, l’infermiera del Coes, amica di …..
A presto
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123 ciao marco! Ieri ho letto il tuo libro. Mi hai ricordato che della nostra vita bisogna gioire ogni giorno. Grazie , sei stato un “grande”
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124 Se dovessi, in una parola, definire questo libro e l’esperienza della sua lettura, ruberei una frase a uno dei tanti ragazzi che l’hanno commentato emozionati sul sito www.lafestadeilimoni.it : “è stato come un giro sulle montagne russe”. Tra salti temporali, ricordi, sogni e pensieri il professor Longo ci trasporta di prepotenza nel suo mondo e ci tiene stretti, segregati lì fino a quando non si arriva all’ultima pagina, e si tira finalmente un respiro di sollievo. È tutto finito, si torna a casa, il professore ora può ricominciare vivere! E poco importa che egli non sia stato il nostro professore, o che abbiamo odiato la matematica e la fisica con tutti noi stessi al liceo, perché l’intensità di questa storia farà affezionare il lettore non solo a lui, ma anche alla fantastica squadra che egli ha descritto al suo fianco: a partire dalle infermiere, dolci angeli custodi del nostro protagonista, al piccolo e quasi inquietante Roberto, il figlioletto che a 10 anni già padroneggia concetti da terza liceo, passando attraverso l’equipe di medici e primari, a cui sentiamo di dover chiedere mille volte grazie per aver salvato il nostro professore, e senza dimenticare tutti i coraggiosi compagni del prof nella sua lotta contro la bestia. Ma non crediate che questo sia un libro che vi farà piangere, o che vi farà magonare perché intriso di dolore e sofferenza! No, al contrario il professor Longo affronta tutto con un’estrema ironia, sintomo di una grande intelligenza, e anche se la lacrimuccia rischia di scapparci in qualche momento, saranno tantissimi i momenti in cui ci si troverà a scoppiare a ridere, tra aneddoti della vita scolastica e momenti di ilarità in reparto. La festa dei limoni non è un libro sofisticato, ma al contrario è il racconto di quella vita vera che in ogni momento tante persone affrontano chiuse nei reparti ospedalieri, perché purtroppo queste malattie esistono, e solo quando ci toccano da vicino ce ne accorgiamo. Per questo concludo invitando tutti i lettori dell’m1 a fare due cose: 1. Andate in libreria, o sul sito www.lafestadeilimoni.it , e acquistate questo libro. Non solo perché è bello, ma anche perché, con soli 13€, compierete una buona azione, che potrà anche valere una vita: tutti i proventi infatti saranno devoluti all’acquisto di particolari strumentazioni che aiutino i pazienti del reparto di Ematologia 2 dell’ospedale “Le Molinette” di Torino ad affrontare in modo un pochino più leggero la malattia. 2. Questo è un invito assolutamente personale, ma che tengo davvero a fare a tutti, adulti e ragazzi. La Leucemia, la malattia che il nostro professore ha debellato, può essere spesso curata solo in seguito a una donazione di midollo osseo che abbia una quasi totale compatibilità, condizione assai difficile da mettere in atto. Per questo compiamo questo gesto di umanità che non costa nulla e non fa male, potremmo salvare una, o molte vite, chi lo sa! (Ovviamente per maggiori informazioni rimando all’AIDMO!) Ah, un’ultima cosa, da ex allieva provo una profonda invidia per tutti coloro che, durante la settimana di recupero, hanno potuto conoscere il professor Braico, l’autore del libro. Credo sia “un uomo di scienza” meritevole di un profondo rispetto per lo spirito con cui ha affrontato e sono convinta continuerà ad affrontare la sua vita. Copio qui la “recensione” che ho scritto per questo meraviglioso libro su “m1”, il giornalino scolastico del mio ex liceo per cui occasionalmente ancora scrivo. Una sola cosa aggiungo, grazie per questo meraviglioso viaggio!
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125 Sei proprio un genio!! Bravo si proprio bravo .
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126 Ciao Marco, ho appena finito il tuo libro.
E’ veramente il libro più bello che ho letto. E’ veramente molto molto coinvolgente.
E’ molto coinvolgente e più di qualche volta le lacrime mi sono scese per l’emozione.
Bellissimo, veramente.
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127 Ciao sono …., una collega di …. che per il mio compleanno mi ha regalato il tuo libro che ho termitato di leggere questa mattina….FANTASTICO, COINVOLGENTE…..i mie complimenti….mi ha lasciato un po’ di nostalgia perchè ormai leggere quelle pagine era diventato un appuntamento fisso…..complimenti ancora!!! Sarò una promotrice del libro!
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128 Finalmente ho letto il tuo libro…che dire…a presto! Ciao
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129 Che sorpresa! Una richiesta di amicizia da lei non me la sarei mai aspettata!!! Ho appena finito di leggere il suo libro….emozionante, coinvolgente, divertente….. colgo l’occasione per farle i miei complimenti per come ha saputo reagire alla malattia e per come ha saputo descriverla nel suo libro! Mi ha fatto ridere e piangere nello stesso tempo… BRAVO !!!!!!!! Buona serata!
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130 E’ stato un piacere far parte della tua vita anche tramite un libro…domani ne compro uno per una mia amica che vorrei prendesse spunto da l …da te…..w i limoni e w la vita!
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131 ciao marco,ti scrivo per esprimerti la mia ammirazione per la forza con cui hai affrontato la malattia, e per come hai scritto il tuo libro con dolore e con ironia trasmettendo al lettore in maniera chiara le sensazioni dolorose e non che in quel momento provavi. La lettura è scorrevole e ti cattura in ogni pagina. Io ho trovato il libro molto intimo e ti devo dire che quando te ne ho parlato  … ,ero imbarazzata.. avevo la sensazione di conoscerti intimamente senza averti mai parlato, conoscere tanti tuoi pensieri così privati..Sono sicura che il tuo libro darà un’aiuto a chi stà provando dolore,a chi vede tutto buio, a chi non vede al di là del suo naso e a chi vedrà nella tua storia una luce al di là del tunnel.. con affetto
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132 Letto d’un fiato…
ingresso in Coes la prima volta… esattamente come lo hai descritto tu!!
grazie per aver dato voce ad emozioni
grazie per l’ironia e l’allegria
grazie perchè c’è la tua vita i tuoi affetti e il mondo della scuola
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133 Ciao, grazie per aver accettato l’amicizia di una … sconosciuta, o quasi. Ero a Lungavilla venerdì sera ed abbiamo scambiato due parole. Ho finito il libro poco fa, è molto bello, spesso ho riso, qualche volta ho pianto… credo che sia difficile, per qualcuno che sta ed è sempre stato bene, capire come ci si senta in determinate circostanze, beh, diciamo che hai reso molto l’idea. Vorrei farti una domanda, anche se un pò sciocca… c’è un motivo particolare per cui indichi in quel modo gli orari? ho notato che usi questo sistema anche quando si potrebbe benissimo scrivere dalle 9 alle 19 (riferito alla giornata al sole)…è una curiosità mia perchè credo che una ragione ci sia.Grazie per il momento, ci rivediamo qui se ti va a presto
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134 Caro Marco,
sto leggendo ora il tuo libro. Mi è stato prestato da una mia collega, ma prontamente ne ho già comprata una copia da regalare ad un mio amico. Le tue parole riescono a rapirmi e tra le righe si riesce a leggere quanto tu sia una bella persona, con quale forza e umanità tu abbia affrontato il dolore, abbia accompagnato chi soffre. Grazie per aver condiviso ogni tuo pensiero in ogni sua verità… Grazie ancora.
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135 Grande marco….sono assolutamente d’accordo…lo avessero pensato anche le insegnati che avevo io non avrei odiato leggere fino ai 26 anni!!!ma il tuo libro e proprio un libro con la L maiuscola..ti voglio bene …
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136
Al termine di un viaggio dalle parti della leucemia,Marco Braico, professore juventino che insegna matematica al liceo scientifico di Pinerolo, ci racconta inun libro il suo vittorioso ritorno alla salute e alla vita.
Battisti direbbe: discese ardite e risalite. Ruggeri ancora meglio: correre e raggiungere piuttosto che aspettare.
Un libro di istruzioni per l’uso nel caso ti dovessecapitare? Sì, ma attenzione. Presentato con raffinata semplicità da Antonella Tuninetti e Mery Cerutti il 18 maggio in Biblioteca a None, l’autore ci ha spiegato cheal comparire della verità ribalda,
crolla tutto subito. Eripete: tutto subito”.

Le prime risposte sono un nodoso contorcersi di rimozione, disperazione ereligione.
Dopo il sogno della provetta scambiata che invece era quella giusta,dopo il pianto fino
allo sfinimento, dopo la preghiera, c’è il vanto della malattia” perallontanare da sé
l’insopportabilità del pietismo malamente ostentato opateticamente celato.
C’è l’elaborazione estenuante del dolore che è più atrocedelle cure, per la pena che si sa di infliggere
ai propri cari (la stessa cosa mi hadetto un amico detenuto).
Poi sopraggiunge la convocazione prepotente e silenziosa di un’insospettataenergia morale che ti porta
a combattere per riconquistare la vita a tutti i costi. Nonserve la droga di un ottimismo
sbruffone. Meglio la tenacia di un’umiltà che rispettal’avversario perchè determinata a batterlo. Testa, cuore o pancia sono armi chescopri di avere a disposizione, ma non in armonia. Anzi, quasi sempre in selvaggiao altezzosa concorrenza.
Poichè la vita sembra ingiustamente sfuggire, mentre tu inesorabilmente labracchi, scopri il valore del
dettaglio e l’anima dell’oggetto più banale e ordinario tiinveste di una luce rivelatrice del bello, del giusto e del buono
. Tutto ciò cheignoravi e avevi al tuo fianco ogni giorno diventa significativo, potente,
magico:l’ora esatta maniacalmente registrata al minuto, il gusto della pizza,
l’andamento sincopato di una telefonata. Nel professore malato, acquista vitalità comunicativapersino un linguaggio indisponente
e impoverito dall’abbondanza straripante distronzi, cazzi, sticazzi, fighe, merda, culi,
vaffanculo e piastrine, linfociti o globulirossi che vanno a puttane come i nostri governanti”. Facile intuire che a questo repertorio il prof. si abbarbicava già prima, nel patetico tentativo di colmare il divario fra l’invariabile verde della “loro” età adolescenziale e la nostra
 che invecegaloppa ogni anno verso il suo irreversibile scollinamento.
Ma un conto è sapere. Un altro conto è sentire. Quando il fiume si avvicina
al maree l’erba si può vedere dalla parte delle radici, un dolore rancoroso può chiuderenella disperazione
dell’incomunicabilità. Può anche aprire verso la ricchezzamoltiplicabile e distribuibile dell’amore, della
solidarietà, del lavoro, della creativitàallegra. Allora questo libro non è più un manuale di istruzioni per
l’uso nel caso cidovesse capitare. Poichè qualcosa ci capiterà, questo libro ci aiuta a temere e asfidare la
morte quotidiana di una vita squallida, arida, juventina e matematica.
P.S. A diciotto anni passai sei mesi in sanatorio per una tbc che mi aveva colpitosenza darmi il minimo segnale
e cominciai a drizzare le antenne. Quando seppedel ricovero obbligatorio, mia madre pianse davanti ai suoi clienti
in una cartoleria.Mio padre mi raggiungeva a Prà Catinat portandomi ogni tanto una bottiglia dellemigliori che dividevo
con gli altri malati. Erano macellai, camionisti, artigiani edili,operai che non smettevano di parlare con voluttà in
tanti modi diversi delle stesse“cose”: figli, mogli, fidanzate, nonni, sorelle e genitori, casa, lavoro, politica,
guerre,scuola e fede. Nel 1974, in un comizio in piazza Solferino, Pierre Carniti disse chele ricchezze prodotte dal
nostro paese non dovevano essere investite in privilegi oin consumi superflui, ma nella lotta alla tubercolosi, per esempio.
Fu una sferzatadi complicità indimenticabile. Nel 1986 o 1987 Pietro Marcenaro, che dirigeva laFiom piemontese, venne
all’Indesit di None alle prese con il suo primo granderischio di chiusura. Introdusse l’assemblea invitando gli operai
in allarme per ilposto di lavoro a rivolgere il pensiero a una loro delegata assente
perchèimpegnata in ospedale a combattere una battaglia più importante della nostra. Prima si stupirono e poi applaudirono. Seguitai a tenere le antenne drizzate.
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137 caro Marco, ho letto il libro tutto d’un fiato e…complimenti…semplicemente per tutto, lo spirito, la forza e la determinazione. Come sa sono amica di …. e mi sono ritrovata al 100% nell’esperienza anche se…vissuta accanto ad Ale il migliore amico di sempre…domani è il giorno del nostro Beat Leukemia Day, presenteremo il libro…spero di conoscerla presto di persona, un abbraccio
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138 Salve Marco! Finalmente sono riuscita a leggere il suo libro! L’impressione è stata unica…mi sono ritrovata moltissimo in molti punti in cui descrive dei momenti della malattia..mi è piaciuto il modo in cui sono stati raccontati con un pizzico di ironia! Un libro scorrevole e che prende molto,non riuscivo a smettere di leggerlo,perchè avevo la curiosità del capitolo successivo!  Un sincero complimento per aver comunicato a chi non ha vissuto questo tipo di esperienza cosa si prova.. Le auguro una giornata all’insegna di tanta felicità! a presto!
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139 Quando ti ho conosciuto non avevo ancora fatto il primo servizio in ospedale…ora sono al mio 12esimo..e relazionarmi con questa realtà mi ha cambiata profondamente..non so se ti ricordi di me..ma dopo il tuo intervento in vip eri venuto a parlarmi..perchè mi ero commossa tanto per la tua storia…ho letto il libro…mi ha cambiata dentro anche quello…GRAZIE…tanti auguri :)))
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140 Ciao prof. Gabriele Longo, anzi ciao Marco.
Sono un collega che l’hanno scorso ha fatto da segnapunti elettronico nella gara modena piacenza quella che hai arbitrato …. Mi chiamo…., un ragazzo di 40 anni piuttosto alto e  robusto, amico di …. Sicuramente non ti ricorderai la mia faccia, ma forse questa breve descrizione può esserti di aiuto.
Alle finali u16m ….. ha proposto il tuo libro. Che dire non potevo non acquistarlo.
L’ho letto in un sol fiato, coinvolto completamente e più di chiunque altro anche perché rivivevo l’esperienza che nel 2002, di ritorno dal mare, il mio caro papà, un lottatore pieno di speranza come te, si è trovato costretto suo malgrado ad affrontare. Questa volta c’era un nemico molto più pericoloso dei 2 tumori all’intestino e alle meningi che lo avevano colpito rispettivamente 15 e 1 anno prima e da cui era perfettamente guarito:  era la LMA e non c’entrava proprio niente coi precedenti problemi. Noi credevamo di avere un piccolo vantaggio: mio fratello è un medico ben conosciuto e papà era ho remissione completa dopo il primo mese di chemio. In realtà la LMA non guarda in faccia a nessuno!
Come te ci ha messo anima e volontà lottando 7 mesi. All’ottavo ormai stremato dal trapianto, il fegato lo ha abbandonato. Le prospettive non erano felici perché aveva 61 anni, ma lottava soprattutto per noi e per la mamma. Gli effetti collaterali sono stati totali alcuni anche inaspettati, da nausea a stitichezza, da embolia polmonare a rigetto del trapianto pur autologo, da scompenso cardiaco al non riuscire a mangiare niente dall’ascite a dolori tremendi alle gambe, etc. Come ben sai non abbiamo potuto vederlo l’ultimo mese perché senza difese e solo la mamma poteva. Alla fine io non lo riconoscevo più! Nel fisico e nella forza di volontà!
Ma tutto questo era sopportabile perché c’era un obiettivo: voler vivere a tutti i costi.
Ti avrò stancato ma volevo assolutamente ringraziarti perché mi hai permesso di gioire nel leggere la tua esperienza che ha lieto fine.
Mi piace molto il tuo modo schietto di trasmettere le emozioni mantenendo una capacità di analisi fuori dal comune.  Io non sono un lettore, ma potresti scriverne altri di successo, magari contribuendo alla tua causa: aiutare chi è stato semplicemente più sfortunato di altri a capire come affrontare le difficoltà!
GRAZIE.
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141 Ciao Marco, prima di tutto volevo dirti che il tuo libro mi è piaciuto moltissimo. Me l’ha regalato mio fratello che ti ha conosciuto quest’inverno facendo con mio papà il corso da arbitro e nel leggerlo mi sono appassionata perchè come te ho tre passioni: quella per la pallavolo , quella per la matematica (l’anno scorso sono arrivata 45a della mia categoria ai giochi matematici della Bocconi – tra l’altro ti segnalo la rivista Alice e Bob della Pristem) e quella per la musica (suono il clarinetto in due bande)….e spesso queste tre passioni mi aiutano a rilassarmi quando sono un po’ tesa o nervosa. Fra qualche giorno ho l’esame di terza media ed ho deciso di parlare del tuo libro ai miei professori collegandomi un po’ a tutte le materie (non possiamo fare la tesina perchè dobbiamo portare tutto il programma ma dovrebbero lasciarci partire da un argomento a piacere,….speriamo!!). Volevo illustrare alla mia professoressa di matematica, che come te ha davvero la passione per la sua materia e spiega benissimo, la relazione tra le progressioni. Ho capito la formula per calcolare il risultato di una progressione ed anche quella di Gauss per trovarne la somma ma non riesco a trovare come dimostrare che la differenza dà sempre lo stesso numero (45)…cioè ho capito che la differenza tra i vari numeri delle varie progressioni è sempre uguale, ma c’è una formula o una rappresentazione per dimostrarlo??? Se riuscissi a darmi qualche indicazione mi daresti davvero un grosso aiuto….Grazie mille ed un abbraccio
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142 CIAO RAGAZZO, TI RICORDI DI STO CAZZO TI TREVIGIANO…….UNA SERA DOPO CENA AD UN CONCENTRAMENTO NELLE MARCHE MI PARLASTI DELLA TUA BRUTTA AVVENTURA.SABATO STAVO CON LO STAND A PERUGIA E UN SIGNORE DI NOME … MI DICE “TI POSSO LASCIARE QUESTI LIBRI SE QUALCUNO LI VUOLE ACQUISTARE……” SUBITO NE COMPERAI UNO RICORDANDOMI QUELLO CHE MI DICESTI QUELLA SERA A CENA. IERI POMERIGGIO DOVEVO ANDARE A VEDERE MIO FIGLIO A GIOCARE A CALCETTO SAPONATO MA INIZIAI A LEGGERE IL TUO LIBRO E NON RIUSCII PIU’ A STACCARMI FINO ALLA FINE. TI GIURO QUANTO HO PIANTO E QUANTO HO PENSATO ALLA VITA CHE CI RATTRISTA,DIVERTE,CI FA’ SOFFRIRE E SOPRATUTTO SORRIDERE QUANDO ALLA FINE RIUSCIAMO A CONQUISTARE IL MASSIMO. SEI STATO ECCELLENTE COME SI DICE NELLA PALLAVOLO DI PRIMA FASCIA. GRAZIE
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143 No, Marco!! Il grande sei tu! Mercoledì ho letto il tuo libro: in un pomeriggio (ho iniziato dicendo: “Una ventina di pagine e mi rimetto a studiare”). Sono rimasto senza parole: sei riuscito a farmi sorridere (per non dire ridere) anche nei momenti più tristi e cupi della tua storia. Il libro scorre senza intoppi ed è pazzesco come tu riesca a stemperare momenti intensi e “difficili” con estrema leggerezza. Se il tuo obiettivo è, fra gli altri, quello di testimoniare la tua esperienza e di dare forza e speranza a chi vive il dramma della malattina… beh, per quanto possa valere la mia opinione, ci sei riuscito. Un abbraccio.
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144
Buona sera Professore,
ieri pomeriggio sono passata dalla mia libreria di fiducia La Gang del Pensiero di Torino per fare un giro fra gli scaffali. Al momento di pagare la Libraia mi mostra il suo libro e mi chiede di leggerlo. La signora sa che, a parte le Mazzantini, dei suoi consigli mi fido. Quindi lascio Cammilleri e compro La festa dei limoni.
Oggi pomeriggio l’ho finito.
Affermare che il libro mi è piaciuto non rende l’idea.
Vi ho trovato luoghi familiari, le Molinette e Scalea per esempio. La ricetta di riso patate e cozze mi è stata insegnata da un mio amico barese, un fisico, un fisico delle popolazioni, come ama definirsi. Mio figlio sta preparando la maturità e credo che vi sareste piaciuti, naturalmente ha preso la patente all’inizio dell’anno!
Le Metafore mi piacciono moltissimo e le uso molto nel mio lavoro. Ho già copiato quella delle uova alias globuli bianchi. Ho trascorso mesi accanto a familiari in ospedale trepidando, studiando, piangendo.
E sono un medico, lavoro nella ASL dove lei risiede e mi occupo di tumori.
Forse direi che sono entrata nel libro per le ore che ho impiegato a leggerlo, professionalmente e personalmente. Il suo libro me lo ha permesso.
Un caro ringraziamento a lei e mi permetta di salutare caramente sua moglie.
con stima
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145 Sono a pag 157 de ” la festa dei limoni” ed é mezzora che leggo e piango. Non mi era mai successo. Sarà l’ eta’ che avanza o sara’ il libro che suscita emozioni cosi’ forti . Quando nel libro si parla di scuola, ritorno indietro a quelli che io considero ” i migliori anni ” della nostra vita.
Io mi sono diplomato nell’ ottantacinque e a quei tempi ti sembrava che questo poteva bastarti per conquistare il mondo . Se riusciró un giorno a frequentare l universita della terza eta’ ed il prof. avrà ancora voglia di insegnare mi candido sin da subito come allievo. Concludo dicendo
Al prof Braico Marco ” vaffanculo Marco , non mi era mai successo di piangere mentre leggo un libro !” sono contento che tu sia riuscito a farcela e che tu abbia scritto questo libro
Con infinito affetto
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146 Libro finito stanotte…evitando i commenti banali e strappalacrime, la cosa stranissima che mi è’ capitata e’ stata il provare esattamente le stesse emozioni descritte..vedere i colori..sentire i profumi: mi sono sentita una tua allieva..tua figlia..tua moglie..tua sorella…ed addirittura la Malattia quando ci hai fatto l’amore nel sogno..ed ho passato due notti completamente imprigionata in queste pagine..(sai come in quelle favole dei bambini che apri un libro e ti risucchia?)io ero li’..ed ho raggiunto un’intimita’ straordinaria..non so se mi sono spiegata…ti auguro una vita meravigliosa..ti vedrò in tv x qualche diretta e penserò al fatto di conoscere una persona così preziosa..e mi impegno nel riuscire ad organizzare un evento (magari al quale tu avrai il piacere di arbitrare) così uniamo l’utile…all’utile ;))) ora avrò una nuova motivazione x tenere d’occhio i calendari e se vedrò una tua designazione cercherò di fare il possibile x esserci (che culo..penserai)…grazie
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147 Ho appena finito di leggere il tuo libro , bellissimo……..
in certi punti mi ci vedevo ( ho avuto un infarto e di conseguenza 4 by pass ) quando avevo solo 35 anni.
e’ stato per me un piacere averti conosciuto ad Alessandria .
ciao
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148 spero che si ricordi ancora di me nonostante le migliaia di studenti che ha conosciuto.
Sono quel ragazzo a cui un giorno è stata fatta una considerazione molto importante.
Era uno di quei colloqui con i genitori serali. Commentando il mio recupero del debito di matematica di quarta disse ai miei genitori:” Davide ha le spalle larghe ha preso un certo numero di batoste come delle insufficenze e il debito ma è sempre riuscito ad andare avanti; all’università magari ci metterà di più, ma se avrà la volontà sono sicuro che ce la farà”.
Queste parole dette da un giovane professore brillante di cui avevo molta stima mi segnarono in positivo.
Dopo ho vissuto un pesante periodo che mi ha allontanato dagli studi per aiutare i miei in azienda dal 2007 al 2010. Purtroppo l’azienda è fallita e ci ha provocato non poche sofferenze.
In mezzo a tutto questo, ricordandomi delle sue parole e del suo esempio di come fosse riuscito a superare una pesante prova, ho deciso l’anno scorso di riprendere la carriera al politecnico.
Dopo un anno di fatiche e 75 crediti recuperati mi trovo oggi ad affrontare l’esame di analisi matematica 1. E’ il quart’ultimo esame e mi auguro seriamente di riuscire a passarlo.
Questo messaggio è un ringraziamento per i suoi insegnamenti scolastici ed umani. Spero alla fine di queste sessione di essere finalmente libero di incontrarla ad uno dei suoi eventi di questo libro che vorrò sicuramente leggere.
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149 Buonasera Prof, le scrivo per congratularmi con lei per il suo libro.
Dopo tante promesse fatte a me stesso del tipo” lo leggerò la prossima settimana…” e via dicendo questa volta ho portato a termine il mio intento.
Complimenti davvero.Dovrebbero leggerlo tutti, sia chi come me che studiando medicina troppo spesso si dimentica che il paziente non è un”caso clinico” ma bensì è una persona con le sue paure ed i suoi sentimenti ed ognuno ha un proprio modo di approcciare la malattia, sia tutti coloro che ancora pensano che il cancro sia ancora un avversario troppo forte da battere.
E’ stato mio professore per poco tempo ma la ricordo sempre con affetto.
I miei migliori auguri per ogni sua nuova sfida, scolastica ed extrascolastica
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150 Salve Marco, nn mi conosce, ho finito di leggere il Suo libro è stupendo, volevo congratularmi con Lei di quanta forza ha avuto nell’affrontare la malattia. Ho conosciuto il Suo libro grazie ai genitori di Gabriele. Mi scusi per l’orario ma anche se i molti Le hanno fatto i complimenti volevo essere anch’io una delle tante.
P.s. w la matematica, la mia materia preferita.
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151 oggi ho avuto l’impressione di avere conosciuto una persona come dire…in ritardo…buona notte
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152
Caro prof
il 13 febbraio 2003 lasciavo dopo due mesi intensi di lotta fra la vita e la morte la stessa stanzetta che tu hai occupato qualche mese dopo. Leggere la tua storia è stato come ripercorrere tutte le ansie, le paure, le emozioni, le gioie ei dolori che anch’io avevo vissuto e se da una parte è stato come riaprire una ferita dall’altra ho nuovamente sentito fluire la gioia infinita della vita e della vittoria. Nella stessa stanza e nello stesso letto abbiamo sofferto e gioito, pregato incessantemente ad ogni ora del giorno e della notte, pianto, sperato, desiderato al di sopra di ogni cosa la nostra famiglia, riempiendo di noi quel piccolo spazio.
A differenza di quanto è avvenuto per te io sono stata “imprestata” al reparto Ematologia 2 delle Molinette per l’autotrapianto; le cellule poverissime del mio midollo mi sono state infuse il 24 dicembre 2002 dal dott. Busca: avevo 41 anni. Per tutto il resto e per gli altri lunghissimi periodi di degenza sono stata curata da angeli ugualmente bravi del reparto di Ematologia 1, che ancora oggi mi seguono e a cui sono legata da un infinito senso di riconoscenza.
La tua iniziativa è a dir poco fantastica, io ho spesso pensato che dovevo fare qualcosa ma non ci sono mai riuscita! Non sono così forte, non ho più avuto il coraggio di entrare in reparto, anche se tante volte avrei voluto farlo, per inforndere coraggio e speranza a chi stava vivendo la stessa esperienza.
Mi farebbe immensamente piacere incontrarti e conoscerti, magari in occasione di qualche evento o presentazione del tuo libro ma non ho visto nulla in programma.
Sono convinta che “noi” , ora , abbiamo una marcia in più! Dimenticavo, abbiamo un’altra cosa in comune, l’origine, per me da parte di padre, lucana (anche in questo caso sono presuntuosa, i lucani sono diversi dagli altri meridionali!!)
Spero in una tua risposta.
Ti auguro con tutto il cuore ogni bene.
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153 Ciao Marco.
Alcuni mesi fa ho acquistato il tuo libro. Chi me lo ha venduto, (la mamma di un compagno di scuola di mio figlio) , mi ha spiegato quale sarebbe stata la destinazione del ricavato.
Confesso di avere dimenticato il tuo libro nella mia libreria, nel settore “libri ancora da leggere”, ma dopo l’incontro di domenica, col centro polivalente di Airasca e la conseguente richiesta di amicizia su face book, ecco che salta nuovamente fuori “La festa dei limoni”.
“Il profumo della gioia di vivere” è una frase allettante, che ora, mi invita alla lettura.
Buona Notte.
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154

Ciao Marco, con ritardo.. ma mi unisco ai mille complimenti che avrai già ricevuto… ho finito ieri di leggere il tuo libro. Bello, molto. Scritto bene, proprio come avrei voluto scrivere un libro io, con quel tono dissacrante ma denso di emozioni.
Mi hai commosso.
Un grosso in bocca al lupo per tutto.

Un abbraccio
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155 Ciao Marco, non so se ti ricordi di me, ci siamo conosciuti alla serata ….. a ……. In questi giorni di vacanza ho letto il tuo libro, anzi, divorato!!!!!! Ora lo sta leggendo ….. e l’ha quasi finito. Che dire, ci ha veramente toccato il cuore. Scriverti qui è troppo riduttivo, ci sarebbe da parlarti per delle ore. Mando un grosso abbraccio, nella speranza di rivederti presto e sicuramente leggere anche il tuo prossimo libro
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156 Piacere Marco, un grande piacere!
Mi chiamo …. – io e mio marito …. – abbiamo ricevuto in dono il tuo libro, un libro da amare. Ci è stato donato da due mie fraterni amici, che conoscerai per via della pallavolo e della tua avventura in giro per l’Italia a presentare “La festa dei limoni”: ….. Ce lo hanno anche fatto autografare da te!!! Beh, grazie intanto…
Ho letto il tuo libro tutto d’un fiato, mi ha preso tantissimo. Mi ha emozionato dal ridere e da piangere. Mi ha fatto passare i brividi più di una volta, mi ha fatto preoccupare, mi ha fatto sentire dolore, mi ha fatto provare tanta gioia. E l’ho apprezzato molto anche per la sua fluidità. E’ scritto davvero bene, per quanto ne posso capire!
Una delle cose che ho gradito di più è anche la ferocia che ogni tanto viene fuori. I commenti, i pensieri, le descrizioni, le confessioni dei medici, le reazioni: ogni tanto si respira un po’ di crudezza. Mi piace!
Chissà quanti complimenti avrai ricevuto. Già una marea di persone ti avranno detto tutte queste cose… che noia rileggere sempre la stessa musica…
Beh comunque grazie, anche da parte nostra, di … e mia. Grazie per aver deciso di condividere con tutti noi queste preziosità che tenevi nel cassetto del tuo comodino e dentro di te. Sono prodigiose!
In più, tutto ciò che c’è dietro a “La festa dei limoni” è ancora più prezioso. Ti auguro un in bocca al lupo per “queste avventure” che, immagino, segui con tutto il cuore e la speranza. Ti capisco sai… …. ed io ci siamo sposati il 6 ottobre scorso e abbiamo pensato di donare ciò che riuscivamo a raccogliere dal nostro matrimonio per sostenere la costruzione di un polo sanitario, scolastico e sociale a Man, in Costa d’Avorio, dove c’è una comunità di bimbi e famiglie ridotti alla povertà materiale assoluta. Puoi immaginare.
Ce la stiamo mettendo tutta e speriamo vada tutto a buon fine. Superato questo progetto, che è il primo che abbiamo messo in piedi e seguito, speriamo di poterne realizzare altri, perchè questa è “la palestra” che vorremmo fare nella nostra vita. Anche tu auguraci il meglio!
Grazie ancora per la meravigliosa pubblicazione, che spero sia solo la prima di tante altre.
Piacere di conoscerti,
L.
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157 METà DI TUTTO
Di nuovo fa vo lo so
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158 MDT
Ti voglio raccontare questo: “ho letto il libro con una matita in mano perché volevo annotarmi le musiche che avresti citato….ed invece è andata così….ogni volta che sorridevo durante la lettura disegnavo uno smile!!! Sono state disegnate soltanto due faccine tristi….e poi ho fatto due note con sritto “forte” e disegnato due cuoricini!!!! Ho sottolineato alcune frasi e un termine curioso che hai utilizzato per definire il follow up che già avevo sentito dire da parecchi miei pazienti….”
Conclusione: in totale gli smile sono stati 33…..e ti assicuro che non sono una tipa dalla risata facile…..quindi grazie per avermi fatto così tanto divertire….ma grazie anche per le dolci lacrime che sei riuscito a farmi tirar fuori al termine di questa lettura!!! Qella che racconti è la mia vita quotidiana..lavoro in oncologia da quasi 30 anni e sono pochi coloro che possono capire cosa possa significare!!!!
Complimenti!!!! Clicco ancora un MI PIACE per te!!!! Ciao

 

 

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