Lettori 1 -100

  1. Ciao Marco,

inizialmente avevo pensato di parlartene a voce, di tenere per noi questa confidenza, ma oggi ho pensato che sarebbe stata più “contagiosa”, come dici tu, inserirla tra le recensioni. E tra poco ti dirò perché.

Prima una premessa. Per lavoro leggo libri prima che vengano pubblicati, e oltre un mese fa sono arrivate sulla mia scrivania le bozze del tuo testo. Il frontespizio riportava: Marco Braico, La festa dei limoni. Strano titolo, mi sono detto. E poi, chi è questo Braico? Non ti conoscevo ancora personalmente, così ho iniziato a farlo attraverso la filigrana delle tue parole scritte e la storia riversata sulle pagine che mi trovavo a leggere. Mi sono bastate pochissime righe… In dieci anni di lavoro non mi era mai capitato di sentire così tanta vita nelle frasi che mi passavano davanti agli occhi. Così forti, talora anche violente, le sensazioni che mi accorgevo di provare, sospeso fra la paura e la speranza, fra il respiro affannoso e il sorriso che stempera ogni turbamento. Totalmente “preso dentro” il tuo racconto, probabilmente i miei occhi non hanno individuato tutti i refusi o gli errori di battitura… Me ne scuso. Ma mi sono sentito attraversare da una strana energia, che a volte mi ha anche spaventato. I libri, si dice, sono soltanto oggetti, immobili e silenti. Per me sono degli amici, compagni di viaggio. E sono contento che anche il tuo lo sia diventato.

Ok, ecco quello che volevo dirti: quando ti ho conosciuto di persona ho capito da dove nasceva quell’energia esplosiva, capace di contagiare me e tutte le persone che hanno letto il tuo romanzo, giunto già alla terza ristampa… Mi hai fatto venire in mente Viktor Frankl, lo “psicologo nei lager”: uno scienziato, medico e psichiatra ebreo, internato in vari campi di concentramento, che è stato capace di aiutare, ascoltare, incoraggiare i suoi compagni di prigionia e che quando è uscito ha dato vita alla logoterapia. Nei lager, diceva, sopravvivono le persone che hanno uno scopo per cui lottare e che hanno qualcuno che li aspetta fuori. Occorre “appoggiare il cuore su qualcuno o qualcosa per trovare la forza di andare avanti nonostante le difficoltà”. Nonostante. Qui sta il punto. Nonostante i problemi, la sofferenza, la malattia, hai fatto arrivare a tutti noi il messaggio che si può ancora fare qualcosa, ad esempio tenere allegri e di buon umore i compagni di reparto. L’uomo, diceva Frankl, non può impedire alla sofferenza di manifestarsi, ma può trovare anche nella sofferenza un motivo per cui sia importante continuare a vivere e riempire di significati il proprio tempo: “Essere uomo significa avere un compito da realizzare, avere una persona da amare e avere la capacità di sopportare un dolore quando questo capita in sorte”.

Ti scrivo queste righe con l’augurio che il tuo libro, la tua forza e il tuo entusiasmo in questo progetto non siano che un punto di partenza, per portare sempre più lontana, anche nei lager di oggi, l’onda della tua testimonianza e il profumo della gioia di vivere. Forza Juve! Alberto.
______________________________________________________________________________Ciao 2 . prof, scrivo queste poche righe di corsa. Sono arrivato ora a casa dall’università e adesso esco per una festa a sorpresa di un mio amico. Ti darò del tu, se non ti dispiace. Oggi ho iniziato e divorato – non letto, divorato – il tuo libro in treno. Sono a pagina 72. Devo farti i complimenti perché è scritto veramente bene: scorre che è un piacere; i salti nel tempo e le modalità di narrazione rendono la lettura veloce e scorrevole. Non posso però dire anche che sei un bravo sceneggiatore in quanto la storia è perlopiù vera. Una volta ci hai detto che per vedere se un romanzo è buono o meno bisogna leggere almeno fino a pagina 100 del libro; questa mattina, dopo il primo capitolo, la narrazione mi aveva già preso (e non dico queste cose per farti piacere, è la verità)!  Devo dire che la parte letta fino a qui mi ha colpito molto. Normalmente non mi faccio prendere dal pathos, ma vivo quasi tutto con distacco e razionalità anche di fronte a cose dolorose come le malattie gravi o la morte; eppure queste pagine mi hanno proprio toccato nel profondo, mi hanno commosso… Devo dire che mi hanno lasciato un nodo in gola: come quando da bambino ho visto per la prima volta La vita è bella di Benigni. Non vedo l’ora di continuare la lettura… prevedo di finire il romanzo per martedì/mercoledì (il tempo di leggere lo trovo solo in treno, alla sera mi addormento!).  Un’ultima cosa: il 3 alla presentazione a Pinerolo non ci sarò, proprio in quei giorni sarò a Roma, conto comunque di venire a quella di Torino…A presto. Anonimo. (20)

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3. Bravo…bravo…bravo…!!!!! Sono già a metà, ma la scrittura è giusta un bel mix, ritmato di momenti profondi e momenti molto divertenti, senza mai scadere nello scontato. Veramente mi viene da dire a quando il prossimo!!??? Ora capisco da chi ha preso Marianna ( senza nulla togliere alla mamma )! Mi viene da dire perchè fai il prof di mate????…..ancora complimentoni. Rossella (35)

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4. Salve Prof!!!
le scrivo per dirle che ho divorato il suo libro oggi pomeriggio in poche ore. Mi ha donato un pomeriggio pieno di sorrisi e qualche lacrima.Volevo farle i complimenti, davvero.Non sempre capita di leggere un libro CON IL CUORE, proprio come dice lei e proprio come viene spontaneo farlo. Ancora complimenti. E grazie per avermi fatto passare un pomeriggio così piacevole.
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5. professore ho finito adesso il suo libro..mi ha colpito sul serio e mi sono divertito nel leggerlo, volevo farle i complimenti perchè non pensavo scrivesse così bene!
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6. Non lo presterò a nessuno, al massimo lo scannerizzerò e lo metterò su internet! Scherzi a parte ha fatto davvero un bel lavoro, adesso lo passo ai miei genitori (a loro lo presto)
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7. Ciao Fratellino,Ritirato alle 21, iniziato alle 22,30, terminato alle 2,40. Quando l’ho finito ho riletto la tua e la “sua” prefazione e avrei ricominciato da capo. Volevo chiamarti subito ma era veramente tardi. Alle 3,40 (ancora sveglia) mi sono alzata, mi sono fatta una zuppa di latte e biscotti e ho sfogliato “La Stampa” che non ero riuscita neanche ad aprire. alle 4,00 sono tornata a letto ed ho dormito tre ore.
Di solito quando leggo fino a tardi, e capita abbastanza spesso, mi viene mal di schiena, mi bruciano gli occhi, non trovo la posizione. Allora mi arrendo e spengo.
Stavolta no: fresca come una rosa, non mi sono spostata di un centimetro dalla posizione iniziale, ero come fuori dal mio corpo, concentrata al massimo su quello che stava succedendo: rivivere momento per momento quei sei mesi che tu sei riuscito a ricostruire così bene. Man mano che leggevo i fatti ritornavano vivi e palpitanti nella memoria.
Comunque il libro è belllissimo, divertente, commovente, vero.Tra qualche giorno lo rileggerò per riassaporare certi passaggi che questa notte nell’ansia di girare pagina mi sono sfuggiti.

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8. Come tanti altri ormai, anche io oggi ho finito il suo libro nella pausetta dopo pranzo. Devo dire che mi ha fatto passare dei momenti molto belli e altri, lo ammetto, molto tormentati; pensi che una sera ho dovuto chiudere di forza il libro perché la mia sensibilità stava facendo riaffiorare dalla memoria ricordi e pensieri simili a quelli descritti da lei: troppo Intensi.

Sa cosa mi ha colpito? Il fatto che ogni ora sia super precisa ma mai tonda, c’è sempre uno .02 o 07, ma mai l’ora spaccata. Anche negli appuntamenti. Fantastico.

Bello bello bello,Un sorriso per qualcosa di buono
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9. Ciao Prof,
scrivo questa mail dal treno… Ho appena finito il libro: bello, proprio bello!Mi piace il finale positivo che infonde speranza…Se qualcuno mi chiedesse com’è il romanzo direi che l’ho letto tutto d’un fiato, come un giro sulle montagne russe: la narrazione è velocissima e la trama sale e scende, seguendo le emozioni del protagonista e rendendole tangibili al lettore; sicuramente solo chi ha vissuto la malattia in prima persona può descriverla così bene!190 pagine sono poche… Hai già in mente la trama del sequel?A presto
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10. prof il suo libro e bellissimo…mi ha fatto piangere piu di una volta :) quindi credo che l’intenzione di leggerlo con il cuore sia riuscita
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11. Alla terza lettura diventa una poesia … è un libro pazzesco Marco. Bravo!
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12. Marco ho finito il tuo libro..Scusa se ci ho messo tanto. È bellissimo, ti voglio bene.E sento che te ne meriti di più di quanto te ne abbia voluto fino a questo momento.C’erano capitoli in cui ridevo tanto, poi iniziava quello dopo e a distanza di poche pagine avrei voluto correre da te e abbracciarti forte, tanto so dove abiti.

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13. ‘Libro divorato nella nottata con l’aiuto di una birretta e tante lacrime :) GRAZIE’
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14. Ho letto il tuo libro in due giorni è molto bello emoziona e trasmette felicità hai tutta la mia ammirazione ! ! ! Quando ho chiuso il libro ho sentito il profumo dei limoni
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15. Ho iniziato il tuo libro ieri sera alle dieci ho letto la pagina conclusiva all’una..ho riso e ho pianto ho rivisto mio padre la sua malattia ho compreso quel dolore fisico che lo piegava ho rivisto la sua dignità..e poi ho riconosciuto i miei studenti le colleghe di lettere e la loro cofana il parentone tutto:-)..la tua scrittura é fluida emotiva rivelatrice usi l’ironia in modo sapiente..bravo Marco..
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16. Bello, davvero!! Mi hai emozionato. Ma ho da farti una domanda e un rimprovero.. chi è Nunzia? ..non sono del toro, sono romanista cazzo!!!!!! Un abbraccio (segue nome vero)….., scusa, Antonio..

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17. Prof il libro è davvero bellissimo ! È riuscito a trattare argomenti di questo spessore mantenendo sempre quel pizzico di comicità che non le toglie nessuno È stato davvero molto commovente! Davvero complimenti Professore!

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18. Non ti conosco e abito lontano ma se fossi lì …
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19. Bello il libro ma se posso fare una critica, direi un po’ troppo diretto. Comunque bello.
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20. Dal libro esce un grande messaggio di amore, che passa attraverso i gesti quotidiani, la semplicità, l’umanità con cui le persone fanno il proprio lavoro.
Mi piacerebbe che lo leggessero tutti i nostri ragazzi e che ascoltassero la tua testimonianza, che capissero che non ostante tutti i messaggi che vanno in senso contrario, l’amore è il modo migliore per relazionarsi, la migliore medicina, in tutti i momenti della nostra vita.
Grazie per aver condiviso la tua esperienza con questo libro e con il progetto nel quale è inserito.
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21. Ho finito ora di leggerlo. Gra…zie, Gra…zie,Gra…zie davvero.
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22. Salve prof.,
Ho appena finito di leggere il suo libro. Di solito non riesco mai a dedicare del tempo alle mie letture personali, ma in questo caso ho fatto un’eccezione: in ogni ritaglio di tempo che avevo cercavo di leggere il più possibile, trascurando spesso le materie scolastiche – latino in primis – e devo dire che ne è valsa la pena. Ha avuto un’idea stupenda nello scrivere questo libro, sia per il fine a cui sono destinati gli incassi, sia per il fatto di aver voluto condividere un’esperienza così forte con gli altri. Non sapevo che avesse passato un brutto periodo e le fa veramente onore il modo in cui l’ha affrontato. C’è un paragrafo del libro che mi ha colpito molto:
“Le parole non hanno colore ma a volte devastano, come il vento e l’acqua.
I sorrisi devastano come gli occhi rivolti verso il basso.
I ricordi devastano, anche quelli belli e romantici.
I rimorsi uccidono.
Avere rimorsi è un peccato mortale.”
E’ la mia citazione preferita e credo che sia una grande verità, spesso sottovalutata. Questo libro trasmette una grande gioia di vivere e la forza di affrontare i problemi. E’ il primo libro che mi ha fatto commuovere. Più lo leggevo e più mi rendevo conto di quanto avesse messo di lei nel racconto. A molte cose che ha scritto associavo degli episodi successi in classe (es. “Non mangiarti le unghie che c’è l’Aspergillo!”). Secondo me con questo libro è riuscito in un altro intento: rimanere vicino alle persone che, purtroppo, non può vedere tutti i giorni (ex alunni compresi) per regalargli ancora una volta un altro sorriso.
Complimenti, davvero.
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23. Sticazzi … Marco!
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24. ciao Marco

in due giorni mi sono fumato il tuo libro e mi sono ripromesso di rileggerloin modo che l’onda emotiva scatenata nel leggere dei fatti che pur non coinvolgendomi in modo diretto mi avevano profondamente turbato.Bene adesso che me lo sono riletto posso dire che ogni volta che chiudevo il libro mi veniva voglia di passare subito al capitolo successivo.A parte il tuo modo di scrivere che è una miscela azzeccata di Slang e lingua italiana.(alcune tue battute le ho fatte mie vedi i tiri liberi)sono stato coivolto dal modo in cui hai descritto il tuo dramma senza mai piangerti addosso. Tu sai che io leggo molto e mi auguro presto di leggere un tuo libro in cui descriverai delle cose inventate senza l’aiuto di una trama scritta dalla vita sulla tua pelle,se riuscirai a coinvolgere chi ti leggerà allo stesso modo con cui ci hai coinvolto adesso potrò dire à mio modesto parere che ci sarà nel mondo letterario un buon scrittore in più. con affetto
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25. Prof oggi pomeriggio ho letto l’ultimo capitolo del suo libro. Ero in treno e nelle mie cuffie suonava Back to life di Allevi, niente di più azzeccato. Piangevo come una cretina. Il suo libro è magnifico, non ho mai letto un libro con così voglia e trasporto. Le pagine scorrono via veloci, una dopo l’altra. E se già la mia stima nei suoi confronti era tanta, ora lo è ancora di più. Trovo che il suo libro sia l’emblema di quello che lei è, anche in classe con noi: il suo umorismo, la sua positività e questo suo modo di reagire ad una situazione così tragica sono un esempio da seguire. Noi non ci rendiamo conto di quanto queste cose ci siano vicine finchè non le tocchiamo con mano,e forse viviamo senza dare davvero importanza ad ogni giorno, ad ogni minuto e alle piccole cose della vita quotidiana. Il suo libro mi ha fatto riflettere molto su questo tema. Mi ha dato davvero molto e lo consiglio senza alcun ombra di dubbio! Complimenti!

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26. Ciao Marco! Ho dovuto, anzi voluto, aspettare ad avere tra le mani il tuo libro fino a ieri: giorno “della prima” presentazione di un altro tuo capolavoro . Volevo averlo in un’occasione speciale ricevendolo direttamente dalle vostre mani. A dire il vero l’attesa è stata emozionante ma niente paragonata al terremoto di emozioni che si è verificato nel leggerne le splendide pagine. Sì, perchè TUTTE le pagine sono davvero ricche!!! Ho rivissuto con intensità diversa gli avvenimenti, perchè tu me li hai “raccontati” in un modo speciale. La sensazione è stata quella di sentirti raccontare, di essere lì con te e non quella di leggere… Ho pianto ed ho riso. Ho ricordato con un pò di nostalgia la mia breve esperienza di lavoro in reparto, con i miei malati, con la mia divisa bianca con i bordini blu… Sono orgogliosa di Te, sono orgogliosa di Paola, sono orgogliosa di Tutte le persone che ti sono state accanto (sia coloro che conosco molto bene sia chi conosco meno bene sia chi non conosco affatto, ma che ho potuto conoscere con io tuo racconto).Grazie Marco per aver donato agli altri la tua esperienza, le tue emozioni, i tuoi consigli, il tuo essere,… GRAZIE DI CUORE!

P.S. Scrivi perchè è una meraviglia!!!

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27. Marco…semplicemente fantastico….

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28 .che dire! Bravo Bravo Bravo! se le cose a scuola non andranno bene, avrai sempre un “PIANO B” come romanziere! complimenti! appena i tuoi impegni te lo consentiranno, mi piacerebbe averti a cena da noi!

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29. Ma ciauuuu!!!

volevo dirti che da lettore di romanzi ex liceali (dante, manzoni, pirandello e potrei andare avanti per ore :-)….) e da assiduo lettore contemporaneo e non…e da matematico un po’ come te….scrivi che è una meravilgia :-)

…ma a parte q sottigliezze letterarie..ti ringrazio per la tua energia, positività..con il tuo racconto e il tuo libro trasmetti veramente la voglia di vivere anche quando si sta male, la voglia di crederci, di lottare….e te lo dice uno abituato da danni al soffitto bianco degli ospedali, ai pensieri brutti e tristi di quando si è distesi su un letto per giorni e non si dorme, quando quelle maledette gocce che tu ben conosci continuano a scendere invano..bhe diciamo che il tuo libro lo sto usando a piccole dosi come medicina per i momenti bui e quando arrivano i pensieri brutti brutti, quando non ce la fai più e avresti voglia di mollare, di andartene da questo mondo ingiusto e che proprio non ce la fai ad andare avanti..bhe da adesso aprirò’ il tuo libro e leggerò qualche riga…

grazie anche per la tua presentazione che mi fatto versare lacrime di tristezza e commozione su un sorriso di speranza e gioia..bhe d’altronde NOI SIAMO I CLAUN :-)

ti abbraccio e ti dico che il profumo dei limoni si sente che è una meraviglia sfogliando veloce le pagine e inspirando profondamente la brezza che ti arriva sul volto. p.s. grazie te l’ho già detto?!!

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30. Ciao Marco !! COMPLIMENTI !!!!  Ho assaporato e gustato il tuo libro…Bello e frizzante !!!Il desiderio di leggerlo era già tanto e sono partita in quarta, ma dopo poco ho dovuto fare alcune pause poichè sono tornate a galla emozioni che il tempo aveva solo assopito…Bello ! non solo hai condiviso la Tua storia ma con semplicità leggendoti trasmetti forza e speranza !! Sai, mi sento orgogliosa di essere infermiera leggendo il bel rapporto che hai condiviso con tutto il personale sanitario..( speriamo che con l’avanzamento dell’ età pensionabile le infermiere mantengano la lucidità mentale e la simpatia visto che la beltà se ne va…. non ci resta che sperare nello sblocco delle assunzioni di giovani infermiere..). A parte gli scherzi: GRAZIE proprio come infermiera , come Tu hai vissuto,….. giornalmente insieme ai nostri “pazienti malati” soffriamo, speriamo, gioiamo, ridiamo, piangiamo, amiamo… e questo ci fa amare la vita sempre più! Ho distribuito le locandine in ospedale … Ti comincio a ordinare 10 copie del libro..Dimenticavo .. cosa ti hanno mai fatto i bidelli per parlarne in maniera così critica?!! Ciao tesoro ti voglio un mondo di bene …nonostante tutto…! E’ vero..!! Quando tu ci sei è bello!
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31. PROF…. i miei rispetti…gg ti ho dedicato tt il pomeriggio!! 😉 mi hai fatto ridere, mi hai fatto piangere, mi hai fatto riflettere!! MIZZEGA qnt cs mi hai fatto fare!! ihih….Bravo!! una cosa xrò…….tua sorella ha ragione!! ahahah!!! 😉 … (questo commento è di un genitore di una mia allieva Sic!!)
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32. Il giorno in cui Marco finalmente mi ha consegnato il suo libro, dopo mesi che mi aveva annunciato che l’avrebbe pubblicato, ho provato una grande emozione. La mia era l’emozione di chi ha vissuto giorni di malattia drammatici, pur lottando sempre con speranza. Ora incontravo e condividevo la gioia di un progetto bellissimo! Ho iniziato subito la lettura, avida di scorrere le righe e cogliere tutto di Gabriele, un professore qualsiasi, come me, con una famiglia e tante cose ancora da fare nella vita… ma che si ritrova con quel dolorino che lo porterà in un’avventura di quelle che nessuno vorrebbe mai vivere, catapultato con sgomento e incredulità, e dalla quale con coraggio e amore, tanto amore, si può uscire ancora più forti e innamorati della vita. Nelle pagine ritrovo tante emozioni, sensazioni e ricordi, anche miei. Della malattia. Della scuola. Della vita. Tante lacrime e sorrisi. Ma con un nodo in gola, sempre. Gabriele è straordinariamente vero, con la sua rabbia, il suo amore e la sua speranza. Per questo ci si identifica, rappresenta ognuno di noi, nelle battaglie della vita, con vittorie e sconfitte, con compagni di avventura e grandi sfide.Quando chiudo il libro, dopo l’ultima pagina, piango ancora. Vincere non è facile, ma Gabriele ce l’ha fatta!La partita della vita va giocata fino in fondo, grande Gabriele! Grazie Marco…

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33. finito di leggere il libro più bello letto fin ora! comprate la “festa dei limoni” visitate il sto e acquistatelo..non ve ne pentirete!
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34 Ciao Marco,

  • ho appena finito di leggere il tuo libro (cosa che non avrei dovuto fare visto che ho un esame a giorni, ma sono curioso e proprio non ho resistito), ti chiamo Marco e non Professore perché mi sembra un po’impersonale come appellativo e ora davvero non riesco a usarlo.
    Volevo dirti un paio di cose, ci tenevo e ho preso ora il coraggio per scrivetele, allora primo il libro mi è piaciuto molto e sicuramente lo consiglierò a tante persone non so se la motivazione sia il fatto che sei proprio tu ad averlo scritto o per il messaggio che mandi, ma questo penso che poco importi, l’importate è che questo messaggio di speranza, di voglia di vivere arrivi ad altre persone.
    Seconda cosa … (seguono considerazioni confidenziali)
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    35 “La festa dei limoni” …..una lettura come la goccia di un limone…per donare quel tocco di profumo e sapore in più alla tua voglia di vivere!!!! :)
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    36 Che bello Marco! Che bello anche x la speranza che da ai malati … Nelle recensioni c’era qualcuno che diceva “bello ma un po’ troppo diretto”. Il libro come diceva wilde (e stavolta è giusto) assume significati x i lettori che l’autore non controlla e non immagina. La festa dei limoni colpisce le emozioni, a volte la voglia di vivere a volte la paura di morire. Io La paura l’ho sentita eccome:un po’ x questo che non credo sia sempre possibile leggerlo tutto d’un fiato…
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  • Ormai il tuo libro è diventato CONTAGIOSOOOOOOOO :-)..un tuo fanClaun :-) o dai che mettiamo in piedi anche il fanclubclaun :-)
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    38 Ieri sera toccante e a momenti illuminante….complimenti anche da mio marito, ma soprattutto……..credo che con l’articolo di oggi su “La Stampa” si possa iniziare a dire che “hai fatto il botto!!!!!”….è bello come sei riuscito a far diventare positiva un’esperienza che aveva solo i presupposti di essere un momento tragico e di dolere. Tutta la mia ammirazione.
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    39 Dopo la presentazione del libro, mercoledì 7 dic ho prenotato il prelievo per la donazione del midollo..ci tengo a dirtelo non per autocelebrarmi ma per  ringraziarvi,
    senza il vostro esempio avrei continuato a osservare senza agire.
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    40 Ciao sono a pag. 118 sto cercando un aggettivo per definirlo …
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    41. “Sempre unico grande PROF;)
    Bellissimo rivederci… grazie !!! perchè solo lei Prof è riuscito a regalarmi ancora tante emozioni! complimenti per tutto …”
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    42 Grazie Marco, il tuo libro è una “spremuta” di emozioni positive, complimenti per come sei riuscito a renderle vive e accessibili a tutti! Grazie!
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    43 Prof,
    L’ho sempre pensato e lo confermo: sei un grande!
    Il 24 luglio 2003 ti sei meritatamente ripreso la tua vita. Mi fa sorridere pensare che quel giorno ero Tunisia a fare il coglione e godermi i 20 anni: ci accomunava Benny Benassi e la sua Satisfaction, passeggera la mia, ti auguro duratura la tua.
    Solo 2 anni prima, sabato 7 luglio 2001, era il fatidico giorno dell’orale della maturità per me e so che il mio 100 è anche merito tuo, perchè lo scritto di mate era difficile ma tu hai fatto sicuramente quel che potevi per darmi il massimo possibile.
    Solo ora mi rendo conto di quanto eri giovane quando sei entrato nella nostra classe per la prima volta e di quanto io oggi sia molto vicino al te di allora, alla soglia dei 30 anni.
    Le tue battute in classe, cosí come quelle di tutti gli altri proff, da Fratel Gabriele a Graziano a Bobo alla Barbero, Biasiotto e la Levrino le conservo nei diari, insieme a tante altre emozioni e prime esperienze indimenticabili, al sicuro nello scrigno dei ricordi. Magari un giorno ci scriveró un libro…
    Come dimenticare quando ci facevi le prove d’esame e tenevi il cellulare in mano perchè aspettavi la tua seconda bimba. E la gita a Barcellona qualche mese prima (era appena iniziato Grande Fratello e l’iPod non ce l’aveva ancora nessuno: sembra preistoria).

    L’altra sera hai detto una cosa giustissima: quella scuola è stata prima di tutto scuola di vita e di educazione e questo è merito tuo e di (quasi) tutti i tuoi colleghi.

    Hai ragione: nei nostri ospedali ci sono persone meravigliose e ogni giorno si fanno miracoli. Tanti ho avuto la Fortuna di vederli coi miei occhi, durante il mio lavoro, e il merito non va ai dispositivi o alle macchine che vendiamo noi aziende ma alle persone che ne fanno strumenti di cura.
    Tu ce l’hai fatta, qualcun’altro no e purtroppo uno di loro lo conoscevo e l’ho visto andarsene ancora bambino ed un altro lo vedo ancora lottare e soffrire, ma almeno lui a 50 anni c’è arrivato.
    Grazie per avermi insegnato un po’ di matematica e fisica, ma soprattutto per avermi mostrato con l’esempio pratico i valori della vita.
    Mi prendo carico di promuovere il tuo libro fuori Torino, fra colleghi e amici.
    E forza Juve, sempre! Un abbraccio.
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    44 Ho appena finito di leggere il suo libro prof. praticamente tutto d’un fiato! (ieri mattina ho anche perso la fermata del bus davanti alla facoltà perché assorta nella lettura!)
    Le faccio i miei complimenti soprattutto per la forza di volontà e la voglia di vivere che ha saputo esprimere perfettamente con le sue parole.
    Mi sarebbe piaciuto essere sua allieva! Un sincero abbraccio
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    45 Ciao carissimo, ho iniziato a leggere il tuo libro (sono quasi arrivata a metà) è veramente molto bello, mi sono anche commossa all’inizio perchè mi ha riportato indietro di circa 5 anni e mezzo quando anch’io all’improvviso ho subito una grave perdita famigliare. Anche mio marito l’ha letto (in due giorni). E’ veramente molto bello e dimostra quando tu sia stato e sei ovviamente una persona speciale e fantastica. Continua cosi e non mollare mai. Ciao ciao buona giornata.
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    46 (privata)…. Poi mi è capitato di vederti la prima volta.. Il tanto sospirato super professore era un ragazzo,normalissimo, con una stampella.. solo dopo averti conosciuto ho saputo la tua storia da … e da lì la mia “antipatia” (bonaria si intende) è cessata,anzi..la mia stima per quel fantasma che aleggiava su noi prof era aumentata alla grande, complice anche l’averti parlato una mattina scoprendo oltre al tuo amore per la matematica,quelli,ampiamente condivisi,di pallavolo e Juventus.

    Ti chiedereai perchè ti scrivo..beh ho appena finito di leggere il tuo libro..iniziato ieri sera e DIVORATO oggi pomeriggio mentre i miei alunni di quinta scientifico (eh sì finalmente sono riuscita ad occupare quelle cattedreeeee!!!) recuperavano una verifica. Che dire..massacrante,commovente, che dà la carica!
    Massacrante perchè il solo racconto,immaginarti in quella situazione..beh..non è stato bello. …. i racconti di quelle chemio, dei visi pallidi da far paura persino al mostro di Lockness li ho ben impressi,così come l’attesa del parere del medico con la speranza di sentirsi dire “la metastasi si è ridotta”..
    Commovente per le descrizioni dell’amore per le tue figlie, i tuoi cari,per la voglia di vivere che hai avuto e che hai,per tutti i sorrisi descritti …. . Commovente per le lettere dei nostri ragazzi..Cavoli hai proprio ragione,il rapporto docente.allievo è unico al mondo e quanto sono capaci di dare quelle “zucche” vuote credo sia impagabile.
    Libro che dà la carica ad affrontare con un sorriso le stupidate, a confronto di ciò che hai subito tu, che a volte ci sembrano insormontabili, che invita a vivere la vita senza rimpianti..hai proprio ragione..bisogna vivere senza di essi. Grazie davvero per la tua testimonianza,per aver trasmesso quella gioia di vivere. Ora posso dire al 100% che il nostro vecchio preside ( e detesto ammetterlo) aveva proprio ragione: sei un numero uno!!
    un salutone da una che spera di diventare prima o poi una che incroci nei corridoi chiamandola “collega”.
    Con affetto
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    47 Devo dirti che l’ho finito in due volte, la prima volta una novantina di pagine subito dopo la presentazione di Orbassano e poi ieri sera, seduto sul cesso, mi sono ritagliato un altro momento per riuscire a finirlo.Avevo voglia di leggere l’ultima pagina del libro, non potevo più aspettare, mi ha preso molto, ti invidio per il modo che hai di vivere da professore e mi ha spaventato la parte della malattia che avete dovuto passare tu e la tua famiglia. Sono rimasto però “scontento” da come sei riuscito a sconfiggere LEI. Continuavo a leggere le pagine e pensavo che la tua voglia di farcela sarebbe riuscita da sola a vincere questa partita invece ho poi letto che senza l’aiuto di tua sorella “forse” non saresti guarito. Questo aiuto esterno che hai ricevuto mi ha colpito piacevolmente ma mi ha anche molto rattristato perché ho subito pensato alle persone malate che non hanno nessuno che possa aiutarle e penso ai figli unici o a quelli che hanno parenti che purtroppo non risultano compatibili. Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la tua descrizione della bellezza delle infermiere, io sono stato molte volte in ospedale come parente di un ricoverato (mio padre è stato operato sei volte alla Molinette) e non come paziente ma di belle donne che lavorano in corsia non ne ho viste molte infatti, ho sempre pensato che le belle fossero chiuse nelle stanze dei dottori. Come avevo voglia di leggere la FESTA DEI LIMONI così avevo anche voglia di dirti come era stato per me leggerlo. Ciao
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    48 Ciao, Marco
    ho terminato da poco la lettura del tuo libro e devo confessarti che sono rimasto colpito dalla tua capacità di trattare argomenti così delicati come una malattia grave e la sofferenza che ne deriva con una “leggerezza” ed una serenità che riescono a mettere a proprio agio anche un lettore che da tali
    argomenti si sentirebbe perlomeno imbarazzato. Inoltre sei riuscito a fare dell’umorismo e dell’ironia senza ( quasi) mai cadere nella volgarità e soprattutto nell’autocommiserazione e nel vittimismo. Un libro che merita di essere letto, perché, anche se come dici tu non sarà un capolavoro della
    letteratura è certamente una preziosa testimonianza della profonda umanità del suo autore. Siamo lieti che non sia vero il luogo comune che sono sempre i
    migliori che se ne vanno, per fortuna qualcuno resta, forse perché Dio o chi
    per lui vuole darci un messaggio di speranza: di cancro ci si ammala ma si può
    anche guarire!
    Si può pertanto concludere che:
    1) il libro merita, non solo per la lodevole iniziativa benefica che sostiene,
    ma per la piacevolezza della narrazione e la forza della testimonianza diretta;
    2) ho scoperto che esistono ancora persone la cui presenza su questo pianeta
    non è un peso ma un valore aggiunto;
    3) la chemioterapia provoca stati di alterazione della coscienza e
    allucinazioni: io tutte ‘ste infermiere fighe in ospedale non le ho mai viste!
    Ciao.
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    49 …ho finito di leggere il tuo libro…è molto bello, complimenti l’ho divorato in un paio di ore!!!! sei un ottimo scrittore…
    A parte la forma, la tua storia è veramente un insegnamento di vita ed un esempio, il tuo coraggio, la tua determinazione sono ammirevoli…per certe cose non ci sono parole giuste, io ti dico semplicemente grazie per averci raccontato le cose terribili che hai vissuto…grazie sei un esempio di VITA!!!
    ciao ciao
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    50 Salve Prof! volevo ringraziarla per la dedica sul libro, ma volevo aspettare di leggerlo prima di scriverle.. ebbene ho ancora gli occhi gonfi e pieni di lacrime!! L’ho letto veramente con il cuore e ho pianto ma anche riso davvero tantissimo! Mi sono tornati in mente tanti bei momenti in classe, tante sue battute, sui francesi, sulla Juve, sull’inter e su Lei come persona fantastica! Mi mancano davvero quei momenti e quelle lezioni che sapeva rendere ogni giorno speciali, leggere e interessanti.. Ecco, non voglio continuare con le banalità quindi le dico solo certamente grazie! è stato un piacere emozionarmi a leggere la sua storia! Un abbraccio..
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    51 Ciao Marco,ho letto il libro… che dire? Come mi avevi anticipato sei riuscito a essere divertente, ma non posso negare che mi ha lasciato un peso sul cuore e ci è voluto del tempo per alleviarlo ( e forse per questo ci ho messo un po’ a scriverti). Mio marito addirittura dopo averlo letto ha sognato per un’ intera notte di essere all’ospedale nuovamente malato.Saviano ha detto che i grandi scrittori non sono quelli che “raccontano” una condizione ma quelli che ti fanno “vivere” una condizione, tu sei stato grande.
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    52 Ciao, ho finito ieri tarda sera di leggere il libro…. considera che ho iniziato domenica poichè ero full tra partite e urgenze… Splendido coglie a pieno emozioni immagini realta’….. VVVVVeramente complimenti… Ah anche complimenti x ilprofessore …..tutta invidia vorrei avere il cervellone da professore . Buona serata. Ora faccio io la prof di geografia con il mio piccolo grande ometto. Ciao
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    53 Caro Marco, ci siamo conosciuti non molto tempo fa nel salotto di comuni amici, dove ho potuto apprendere dell’esistenza del tuo preziosissimo romanzo.   L’ho appena finito di leggere e, devo dire, che mi ha coinvolto più di tanti altri romanzi pluripremiati ed incensati dalla critica. Mi è parso che ci fossero tutti gli ingredienti per raccontare una drammatica discesa agli inferi e, per fortuna, un’eroica risalita verso la Vita. Quella vita che tu dimostri di godere a piene mani, attraverso l’amore nei confronti della tua famiglia, delle persone che hanno attraversato e continuano ad attraversare il tuo cammino e del tuo mestiere, che sai raccontare nelle sue grandezze e nelle sue piccole miserie. La tua è una storia sulla Vita e sulla Morte che, a volte, ti sfiora e poi decide che non è ancora giunto il tuo momento. I segni del suo passaggio, però, ci sono eccome e sono indelebili, nulla è come prima, ma senti con immenso sbalordimento che ce l’hai fatta e questo è quello che conta. Anche la descrizione della quotidianità vissuta nelle asettiche camere d’ospedale serve ad esorcizzare la paura, a tenere a bada i fantasmi e la disperazione  che toglie il fiato. La tua è una storia che meritava di essere raccontata, del resto come scrive Alessandro Baricco nel suo Novecento, ” non sei fregato veramente, finchè hai una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”. La tua poi  apre il cuore e allarga la Speranza. Grazie!
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    55 Caro Marco,ho letto “La festa dei limoni” e sono grata a Monica per avermelo regalato.
    Ha pagine molto belle. Mi piace il tuo gusto per i dettagli. Mi sono commossa e ho sorriso molto.
    Il rapporto con la malattia, nella sua ambivalenza, è reso in modo acuto, come non lo avevo mai trovato.
    E’ un libro pieno di vita.
    Se posso essere sincera, a tratti ho provato un po’ di insofferenza. Provo a spiegarmi. Sei stato molto bravo: prima, durante e anche ora dopo la malattia.
    Se una persona non è altrettanto brava, quante speranze in meno ha? E soprattutto, e se uno è bravo e non ce la fa?
    Per motivi personali (come immagini) faccio fatica ad accettare il concetto di vittoria sulla malattia, a meno che non si riesca a concepire che esiste la vittoria, ma non la sconfitta. Ho salutato persone che “non hanno vinto”, ma non le considero persone sconfitte.
    Per dirla con una battuta, conta il “golden bottom”!
    Complimenti però, è un libro importante.
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    56 Accipicchia un libro da leggere tutto di un fiato….e ve lo dice una che per leggere un libricino di 50 pagine ci mette mesi…. Iniziato lunedì dopo cena e finito martedì…… solo 6 ore e il libro era “già bell’e chè” andato…. lasciando, credo per sempre, il bellissimo profumo di Limoni nel mio cuore. Che dire semplicemente fantastico…ad ogni lascrimuccia c’era sempre lì pronto un feedback o una battuta. Grazie per aver dato a tutti quelli che lo leggeranno la possibilità di provare a parlare cuore  a cuore. Grande Marco!!!!!!! Un abbraccio
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    57 …veramente un libro ricco di emozioni e di speranza…grazie!!!!! oggi è la penultima chemio del mio ragazzo…ci siamo quasi cazzo!
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    58 Comprato e letto in due giorni. Pubblicizzato sul mio gruppo di amici lettori. Tra poco metterò un post anche su aNobii. Ho dato un seppur minimo contributo alla tua causa. (A te un grazie per aver raccontato con leggerezza una vicenda così importante e drammatica.)
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    59 a parte il fatto che mi sono immedesimato davvero in un modo che lei non immagina…per caso mi saprebbe fare un paragone con la sensazione che ha provato quando il dottore le ha detto di intestare tutto a sua moglie???? Sarò inopportuno prof, ma non riesco a capire…mi aiuti a dare un’ordine di grandezza anche se so che sarà difficile.
    “Erano le 18:38 quando sono andato a morire” è una frase su cui mi sono soffermato per mezz’ora solamente per immedesimarmi. Diciamo che tutto il libro mi ha fatto pensare, ma mi ha anche dato il modo di conoscere ancora di più quel professore che per me è stato davvero importante…dal punto di vista scolastico, di vita ed umano. Credo che non mi dimenticherò di quel professore, adesso diventato più amico, sempre con un ENORME rispetto.
    Quindi se per caso non l’avessi ancora fatto…GRAZIE, GRAZIE di tutto Gabriele Longo.
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    60 Ciao Marco, ho letto il libro:commovente,coinvolgente,bello,forte! Ho rivissuto gli anni al LICEO, quando ti vedevo rampante e spavaldo scendere le scale dal secondo piano, quando affettuosamente il tuo
    braccio stringeva la spalla della prof.ssa di inglese, la bionda; tempo dopo lei mi chiese di te. Ti ricordo quasi irriconoscibile alla tua prima venuta a scuola dopo i sacrifici per la vittoria; ripeti nel libro il concetto espresso allora: Stefania e Roberto avevano fornito molte frecce al tuo arco per la guerra contro il Male, in maiuscolo come preferisci tu. Non c’e’ corda della chitarra della vita che tu nel libro non abbia “pizzicato” con maestria. E’ stato bello rivederti qualche anno dopo, e mi complimento con te per il successo del libro e per la nobile causa che lo accompagna: e’ una lezione di vita, non arrendenrsi mai! Qualunque sia la difficolta’ da superare. Spero che nel “Liceo scientifico vicino al conservatorio”abbiano dato adeguato risalto al libro e alla ua persona.
    Ricordo con nostalgia e affetto le persone che vi ho conosciuto, trovandomi nella migliore delle situazioni per dialogare con tutte e apprezzarne molte.
    Grazie Marco, un abbraccio. Rischio di commuovermi.
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    61 Ciao Marco,
    ogni promessa è debito.
    Ieri sera ho finito il tuo libro. E’ stato molto emozionante.
    Non sono una lettrice accurata, perchè i libri li bevo: voglio arrivare alla fine, perciò non sono in grado di dirti se è scritto bene o male, però mi ha emozionato e questo mi è sufficiente per dire se un libro mi piace oppure no. E’ sicuramente un “diario” scorrevole e facilmente leggibile, senza dover rileggere le frasi. Mi sono ritrovata nei banchi di scuola e nel quotidiano.
    Nel mio piccolo farò il possibile per dare diffusione al tuo libro e alla tua lodevole iniziativa. Mi si è accapponata la pelle, solo al pensiero cosa tu abbia dovuto sopportare…non so se ce la farei. Un abbraccio e un grandissimo in bocca al lupo.
    Ciao.
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    62 Dal sito dell’Aurora Volley: “Ci sentiamo con queste poche righe di pubblicizzare l’iniziativa di un amico, arbitro di Serie A ma soprattutto persona con la P maiuscola, che ha pubblicato da poco il suo libro “La festa dei Limoni” (copertina in foto), in cui racconta con vigore, forza e splendide parole la sua esperienza personale. Pochi giorni fa, parlando assieme a lui, mi ha detto una frase che mi ha colpito tantissimo: “spero che dalla lettura di questo libro si possa uscire migliori”, e io devo dire che senz’altro per me è stato così, sia per la bella esperienza di lettura sia per quella, ancora più grande , di quanto quelle pagine sanno pesare sull’anima, talvolta inumidendola con qualche lacrimoso rigagnolo. Credo che ogni tanto si faccia bene a non pensare il nostro ruolo, il nostro sport, solo come un insieme di documenti, camp 3, palloni che cadono, vittorie e sconfitte sul campo, astine da montare per il verso corretto, divise da distribuire: credo che possiamo essere un veicolo importante per trasferire messaggi positivi, perchè davvero lo sport è un linguaggio universale, che tocca tutti e che tutti possono capire. Al di là di tutta questa eticità, c’è che è un libro che, una volta iniziato, si ha voglia di finire, sfogliare per sapere cosa succede, emozionarsi, agitarsi, sorridere, commuoversi, sentirsi vivi, o forse, come dice Marco, sentirsi migliori. Ed è per questo che mi sento , a nome di tutta la società, di consigliarvelo come regalo di Natale: last but not least, regalandolo metterete a segno una buona azione, perchè gli introiti del libro sono interamente devoluti all’omonimo progetto, che si pone l’obiettivo di acquistare macchinari per migliorare la qualità della vita presso l’ospedale Molinette di Torino (ma per questo, se volete vedere nello specifico, potete consultare il sito ufficiale www.lafestadeilimoni.it , dove potrete trovare anche istruzioni per l’acquisto, recensioni, progetti etc.)
    In attesa di un incontro con l’autore, mi sento di ringraziarlo a nome di tutta la società, e di ringraziare chiunque presterà attenzione a questa iniziativa. Col piacere di un lettore , e con l’anima di chi ha desiderato sentirsi migliore, un abbraccio a Marco, che aspettiamo presto!” … Grazie.
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    63 Ciao Marco sono ehmmmm……ah sì….
    Bravo! Bravo! Bravo! Ho letto il libro in una giornata. Stupendo!
    Mentro lo leggevo pensavo alla funzione sen F (la mia funzione sessualmente preferita), ben inquadrata nei limiti di ordinata e infinita in quelli di ascissa, sinuosa, armonica, financo sinfonica.
    La frequenza con la quale il deglutire di un emozione lascia il posto ad un sorriso è regolarmente sorprendente. Il tutto sugellato da quel cammeo hitchcockiano del teorema del collega Braico. Peccato che la casa editrice avesse finito la carta…..
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    64 Allora … La grande di due anni, dorme in mezzo a noi prona perché ha tanta tosse. La piccola di due mesi è nella sua culletta a fianco al lettone e dorme come sempre come un angioletto. Ed io e mia moglie? Leggiamo entrambi una copia del tuo libro ! Per tua info e anche mia visto che l’ho scoperto solo adesso è andata per la prima volta al pronto soccorso per il suo male indovina quando? il 3 marzo del 2003. Notte Marco.
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    65 Ciao
    Semplicemente bellissimo il tuo libro….me lo sono divorato (2 notti sn andata a dormire alle 2 per leggerlo)….
    Molto emozionante il rapporto tra padre e figlio….anche se piccoli noi figli ci accorgiamo subito qdo c’è qlc che nn va nei genitori….
    Quando descrivi il ricovero mi è sembrato di rivevere emozioni che ho vissuto….ho perso mia mamma 10 anni …..ho vissuto alle molinette 3 anni della mia vita….ormai conoscevo tt i reparti ed era diventata la mia seconda casa…..e ti assicuro che per nn farmi preoccupare…nn mi diceva sempre la verità…!!!!Molte cose le ho scoperte dopo..!!!E la vita….!!!!…
    Grazie
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    66 Me lo sto centellinando perchè non finisca subito…sarà che l’hai scritto tu che ti voglio bene, sarà che sei bravo davvero ma mi piace un casino!!!!:-)
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    67 Marco, complimenti, veramente bello
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    68 bello, mi piace, lo sto leggendo un po’ alla volta per non farlo finire subito, è allegro e commovente! davvero bravo!!! ^_^
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    69 Ciao Marco. Come promesso ti scrivo per complimentarmi per il libro. In realtà è da molto che l’ho finito, ma sono state settimane piene ed impegnative e sò che mi scuserai per non averti parlato prima. Ero sicura che questa lettura mi avrebbe insegnato qualcosa e mi avrebbe fatto scoprire un pò di più sul suo autore. Ormai sarai colmo di commenti positivi, ma è doveroso che anche nel mio piccolo possa dirti di aver condiviso e riflettuto su ciò che hai scritto. In particolare ammiro la forza in coloro che superano situazioni difficili; quella forza che tutti noi, a partire da me stessa, vorremmo sempre possedere. Vi saranno magari occasioni per parlarne ancora.
    Un abbraccio.
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    70 Buongiorno Prof, ho appena finito di leggere il suo libro. Sono con il mio gatto a letto causa influenza e ne ho approfittato per trascorrere qualche ora tranquilla in compagnia delle sue pagine.
    In quanti le hanno già detto che lei è una persona speciale? E’ un esempio, davvero.. se dovesse organizzare qualche altra attività benefica (lo so, come se nn fosse già moltissimo quello che sta già facendo!) in cui ci sia bisogno di qualche persona incapace ma volenterosa, mi promette che mi contatta?
    Vorrei tanto essere come lei, mi potrebbe insegnare anche questo? :)
    un abbraccio grande a lei e alla sua famiglia. Spero di avere occasioni di incontrarvi di nuovo presto!
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    71 Buongiorno Professore!
    Volevo augurare a lei e alla sua famiglia un buon natale e buone feste.spero che questo sia un natale sereno e felice per lei.
    Ho letto il suo libro in una notte. è incredibile come un libro possa trasportarti ma sopratutto emozionarti per tutto ciò che è scritto. Ma soprattutto colpisce di più perchè non è una storia inventata ma è una storia vera e molto commovente… e le dico solo prof che lei è un uomo forte e che per quello che sta facendo lei è un vero eroe. Le auguro tante gioie e felicità.
    Buon Natale professore
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    72 Caro Marco,
    ho letto tutto d’un fiato il tuo libro. Mi ha colpito molto ciò che hai
    scritto e come lo hai scritto. Ho riconosciuto colleghi e persone che con te
    hanno un condiviso un pezzo di vita. Mi sono commossa e … ho anche sorriso.
    L’ho regalato a qualcuno per cui penso possa essere occasione di crescita.
    Un grosso Augurio di BUON NATALE e BUON ANNO a te e a tutta la tua famiglia. P.S.grazie per la dedica: è splendida!
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    73 Buon Natale Prof!!!! Ti auguro tutto il bene possibile 
    ps: il libro è semplicemente fantastico! L’ho letto in poche ore e mi sembrava di sentire la tua voce.. Mi sono scese un casino di lacrime!! E’ stato proprio scritto col cuore!!  Complimenti Prof
    A presto spero
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    74 Il mio amico dubbioso “spero ti piaccia”….Apro. Un libro. Tutto normale, leggo, e il libro è il regalo che ricevo con più frequenza a Natale. “La festa dei limoni”. Mai sentito. Poi, un articolo dell’eco del chisone apparso qualche mese fa. Comunque, inizio a sfogliare. Sfogliare. Poi lo poso. Ma posandolo mi rendo conto che è buio. Ho finito di leggere il libro. Si, lo so, i libri vanno, come dire, sedimentati. Ma io ho sottolineato alcune parti. Il libro viene con me in borsa. Ad ogni fermata di un semaforo mentre vado al lavoro, rileggo alcune frasi. Che dire? Mi è piaciuto. Punto. Mi è piaciuto come tutte le storie di resilienza, di chi si piega ma non si spezza. E’ il messaggio che porto nel mio spogliatoio di calcio, sempre. Mi dispiace però, io sono ZEMANIANO convinto, e, insomma, non è che il maestro boemo sia stato così gentile con i colori bianconeri. Per adesso grazie per il bel pomeriggio che ho passato. P.S. mia moglie come infermiera non si riconosc ein nessuno nell’abbigliamento descritto. Io riconosco un sacco di figure scolastiche da te descritte nei miei colloqui come educatore all’interno del mondo scuola….Alla prossima.
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    75 Carissimo Marco, Volevo farti giungere, seppur in ritardo, sinceri Auguri per il Natale e le Festività tutte.
    Ho letto finalmente il tuo libro e devo dirti che mi ha molto emozionato. Conoscevo la tua vicenda molto sommariamente per gli aspetti personali, pur avendo, ovviamente, chiaro tutto l’aspetto medico. Credo che leggerlo possa aiutare sia chi, direttamente o indirettamente, ha vissuto lo stesso travaglio, sia chi vuol conoscere il mondo del volontariato e della solidarietà. A me ha aiutato molto in quanto ha sostenuto le tante riflessioni che ho sempre fatto sul meraviglioso mondo che gravita intorno al disagio e ha dato nuovi elementi di serenità interiore per vicende personali molto dolorose.
    Puoi essere davvero orgoglioso della scelta intrapresa e del grande sostegno che la tua iniziativa sta producendo negli esiti.
    Il caso ha voluto che oggi mi intrattenessi, via Social Network, con una mia amica che abita a Torino e che si parlasse di libri da leggere. Le ho subito proposto il tuo lavoro indicandole il sito web. Orbene, dopo aver letto la homepage ha visto l’incontro del 24 gennaio a Porta Nuova e mi ha detto che verrà a seguirlo. Mi ha fatto molto piacere e volevo dirtelo. Lei sicuramente a fine serata si presenterà e sono certo che farà piacere anche a te. Ti ringrazio, da cittadino, per quanto stai facendo e ti auguro, da amico, tanta felicità e serenità.
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    76 Ieri ho finito di leggere il Tuo libro Marco…mi sono trovato tante volte col magone in gola,ho riso anche tanto pero’…credo che questo libro mi aiuterà molto in questa vita,meno male che le cose siano andate per il verso giusto…la storiella del cornuto mi ha fatto morire!!lo dovrebbero leggere tutti,c’è tanta umanità in questa triste storia e il messaggio di fiducia e speranza che ne viene fuori fa a pugni con tutta la munnizz che c’e in questa terra.Evviva Marco Braico,evviva la vita e soprattutto evviva la Juve!!!!!
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    77 Letto tutto d’un fiato…ho chiuso il libro con il sorriso sulle labbra e un nodo in gola…GRAZIE MARCO!
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    78 …. facendo la seria per un attimo…. ho approfittato di FB per chiederti amicizia e così scriverti ciò che altre 1000 persone ti hanno già scritto: grazie del tuo libro! Approfittando di un pochino di vacanza l’ho letto in un giorno! Mi ha fatto bene. Ogni tanto mi trovo in difficoltà a relazionarmi con le persone malate che incontro tutti i giorni… (ormai da vent anni). Negli ultimi dieci anni a Candiolo ho incontrato tanti uomini e donne ai quali, tante volte, non ho saputo dire nulla …. solo una carezza o un sorriso che trovavo anche fuori luogo ma…. che fare? In tante frasi del tuo libro ci sono risposte a tanti pensieri che frullano nella testa di chi si trova vicino alla sofferenza. Allora ogni tanto rileggerò qualche pezzettino! GRAZIE ANCORA e andiamo avanti con bei progetti come il tuo! (il pensiero matematico e chi lo insegna non sono mai stati il mio forte ma… devo ammettere che generano elaborati non da poco!!!)
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    79 Ho letto il suo libro, che ho acquistato tramite …, mi è piaciuto molto per la sua semplicità, il messaggio di fiducia e gioia che trasmette. Ritengo che sia istruttivo per molti di noi che tendono sovente a lamentarsi per falsi problemi nemmeno lontanamente paragonibili a chi si trova a vivere queste situazioni, e nello stesso tempo è un grande messaggio di speranza per chi deve affrontare questa malattia, aiutandoli a credere che vi possa essere una speranza di guarigione.
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    80 Ciò premesso. Dopo lunghe peripezie ( da Feltrinelli con richieste prenotate poi andate in annullato, poi altra richiesta mai chiusa poi trovato direttamente….)
    Ho avuto modo di acquistare il tuo libro. L’ho letto molto velocemente (quindi significa che….tirava) come pure mia moglie.
    Caro LONGO sei stato davvero bravo nel mixare cose tristi con cose di tutti i giorni, la vita reale del lavoro a quella “apparentemente da telenovelas” del Dramma della malattia. Bravo nel dipingere i personaggi che ti circondavano nei due mondi illustrati e, soprattutto lasciamelo dire, l’umanità e la delicatezza Nel parlare della partenza di tua madre!E’ stato bello leggerlo e tante persone dovrebbero farlo. Ti ho visto anche ieri sera in Televisione con relativa intervista a fine gara ed anche lì sei stato Molto a modo nella sostanza e nella forma.Per sorridere: poi sei della Juve !!!Un abbraccio e tanti ma tanti auguri di buon anno mia moglie ha detto che sei un po’….birbantello con le donne!!!
    Io dico: fai bene!
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    81 Caro Prof. Braico,
    è con vergognoso ritardo che Le rispondo alla graditissima mail del 1 Novembre. Malgrado io corra dal mattino alla sera, come tutti, forse dovuto alla mia non più giovane età non riesco più in alcun modo ad arrivare in tempo.Sono l’ultima della gara, il mio traguardo è sempre più lontano e arrivo con il fiatone. Poiché il 28 Novembre, data della presentazione, presso la libreria Feltrinelli era mio desiderio essere presente, non mi preoccupai di scriverLe , convinta di vederLa e incontrLa di persona. Ciò non è avvenuto, mio malgrado, eccomi quindi con un mese di ritardo per parteciparLe la mia gioia e la mia ammirazione per quanto Lei ha fatto e continua a fare. Le mie, non vogliono essere le soliti inutili parole di plauso. E’ vera  e sentita ammirazione, mi auguro che quanto Le scrivo possa esprimere quanto io senta con sincerità. Detto ciò acquisterò il libro, anzi acquisterò alcuni libri che donerò ad amici e parenti……uno in particolare ad una fanciulla che Lei ben conosce, forse meglio di me, purtroppo…La mia cara, adorata, terribile, difficile , testarda e orgogliosa  . Si è laureata il 31 Ottobre, ha già passato l’esame di Stato è dottoressa in odontoiatria…e vuole fare l’attrice!Continuerà a vivere a … e chissà cosa farà della sua vita. Poiché credo fermamente che nella vita ci siano degli incontri o avvengano delle coincidenze , non casuali, chissà che questa nostra conoscenza che con affetto si protrae oltre agli anni scolastici e continua il suo piacevole cammino, magari ha un suo scopo e finalità, a noi attori di tale storia ora sconosciuto. Ebbene, credo che questo libro possa essere molto utile alla mia cara bimba. Anche per questo Le sono grata.Non ho ancora letto la “Festa dei limoni”, mi auguro di avere qualche giorno di riposo nei primi giorni di gennaio e sarà proprio in quei giorni che mi dedicherò a tale lettura.Le chiedo una cortesia, sarà impegnatissimo ma se potesse scrivermi “due righe” anche per mail per Francesca, mi farebbe un grande dono. Non oso chiederLe di passare in agenzia però se nel mese di Gennaio avesse “un buchetto”, sarei lieta di incontrala. Termino questo poema nell’augurare a Lei e Famiglia i miei più sentiti AUGURI DI BUON ANNO e come un detto napoletano tanti cari auguri anche per le Feste Passate!Un abbraccio.
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    82 Ciao Marco sono ………….mi sono permesso di chiedere la tua mail per poterti dire che ho ricevuto il tuo libro oggi pomeriggio e che l’ho finito di leggere in questo momento! Come promesso ti scrivo per dirti che ne penso… Beh se si riesce a descrivere una cacata con una prodezza cestistica degna del miglior Kareem Abdul Jabbar il libro non può che essere uno spettacolo… Non ti nascondo che ho letto il libro con gli occhi gonfi e un paio di lacrimucce sono scese ma smorzate magnificamente da quella dose di vita scolastica ironica e pungente, tutta roba vissuta… Oh ma guarda chi c’è in tv… Ma ti pare che ti devi beccare un preannuncio reclamo (non scrivere motivazioni sul rapporto gara ma limitati a riportare il solo preannuncio… A me l’hanno fatto e ho scritto come motivazione perche il publico fa casino e ancora mi prendono per il culo). Chiusa la parentesi pallavolistica ti ringrazio per il bel regalo che mi hai fatto , il libro lo consiglierò a tutti ma se lo
    vogliono se lo comprano…sicuramente mi rivenderò la battuta detta al Martini del 1º capitolo é stupenda… Ti auguro un buon anno e spero di rivederci al più presto.Ah dimenticavo…forza Juve
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    83 Mi chiamo …, sono del ’68 facile fare il conto siamo coetanei. Sono
    felicemente sposata e ho tre magnifici gioielli (quando non fanno impazzire).Il mio gioiello più grande ha 15 anni e si chiama …. ( ed è quello che mi fa più arrabbiare) il tuo libro (con tanto di dedica – grazie di cuore per la dedica perchè ogni libro che compro ci devo sempre scrivere qualcosa almeno la data dell’evento -) gli è stato regalato
    a Natale ma me ne sono subito appropriata e l’ho letto tutto d’un fiato, ha girato per  casa con me, appena potevo ….leggevo!!! In cucina tra una
    faccenda e l’altra, in camera da letto,al mattino all’alba facendo colazione. Grazie, grazie per la tua forza e il tuo spirito ma soprattutto grazie per l’amore che hai per il tuo lavoro, che non ritengo un lavoro ma una missione l’insegnante. Il libro mi è piaciuto tantissimo ,come hai superato la malattia e come l’hai affrontata ma le parole più belle sono quelle nel capitolo 34 pagina 135-136.In queste pagine si capisce qual’è il tuo grande amore!!!!!
    Grazie ancora e un grosso bacione a te e a  tutta la tua famiglia!!!
    P.S:= Adesso lo sta leggendo …., vediamo cosa ne pensa. Ti farò sapere.
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    2012
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    84 allora! io ho finito il tuo libro e …. non voglio essere nè banale e nemmeno scontata…ma mi è piaciuto un casino! vivere la tua avventura attraverso le parole di tuo padre all’epoca mi aveva fatto già piangere, ma adesso ho dato fondo a tutte le mie riserve lascrimose ma nello stesso tempo dopo le lacrime arrivava la risata per la cazzata che arrivava dopo….siamo anche accomunati da una storia di amicizia familiare decennale che ha portato tua mamma a chiudere gli occhi alla mia al suo capezzale, e queste non sono cose comuni…insomma non voglio dilungarmi caro Marco, ma il tuo libro è un insegnamento per tutti noi ormai sintonizzati sul superficiale….ribadisco: sono orgogliosa di poter dire IO LO CONOSCO! E’ UN MIO AMICO!!!!!! ti abbraccio e ti mando un bacione….gra e grazie per avermi arricchito col tuo libro :))
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    85 Caro Marco : ti dico semplicemente grazie. Leggere il tuo libro scritto con la leggera potenza che la tua esperienza di vita ha sprigionato mi ha arricchito il cuore.. Scritto benissimo e bello bello bello! 190 pagine di lezione di vita.. Lo regalo a
    Mio figlio che domani parte per andare a vivere a Londra con la speranza che gli faccia da guida.
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    86 Marco Braico………….. GRAZIE DI ESISTERE!!!!!!!!!!!!!!!!!
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    87  Che libro toccante….grazie x avermi permesso una volta in più di apprezzare le piccole grandi cose che la vita mi regala ogni giorno…
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    88 salve!! sto leggendo il suo libro.. un libro positivo… e la grandezza di un uomo forte!! complimenti…. anche se è un gobbo!!!!
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    89 Buongiorno professore! Volevo ringraziarla per la dedica sul suo libro che mi ha fatto avere …, mi fa molto piacere che si ricordi ancora di me e delle mie poesie dopo più di 10 anni di silenzio.Le scrivo solo ora perché mi sono sposata e sono stata in luna di miele dall’altra parte del modo, dove ho “divorato” il suo libro in 2 giorni, che per me che non sono (purtroppo) un’accanita lettrice è pochissimo! Mi è piaciuto moltissimo e mi ha commosso in diverse parti, nonostante anch’io (com’e ha scritto nel suo libro) abbia fatto finta di avere sbadigliato o di avere un moscerino nell’occhio per non farmi vedere piangere da mio marito. Come molti le avranno già detto, è il professore più simpatico nella storia dei professori ed è impossibile dimenticarla, anche se le confesso che il prof. Non mi dimenticherò mai quando mi ha beccato, durante una verifica di fisica, una serie di formule scritte sul braccio e mi ha preso in giro perché nessuna di quelle sarebbe servita e mi sarei presa un 4 a vuoto! Ci vediamo a una delle sue prossime presentazioni dove comprerò un suo libro per mia mamma (mi sono opposta nel prestarglielo!) Un caro saluto Ps: anche io sogno di scrivere un libro..
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    90 ciao!!! allora ho finalmente letto il tuo libro;sono commossa e ti devo i miei complimenti .: è stato strano per me, fervida lettrice, leggere un libro di un amico in cui ho ritrovato tante cose che già sapevo della tua esperienza e tante no. mi sei sembrato come benigni in “la vita è bella”, che cerca di far come di un gioco ,una tragedia.e la cosa insolita è che mentre leggevo vedevo la tua faccia, il tuo corpo come in un film..cosa che normalmente quando leggo faccio fatica ad ideaizzare il volto dei protagonisti.insomma…..nel libro ho trovato la tua simpatia, le tue battute, le tue paure e le tue ansie….te! un abbraccio forte e speriamo di vederci prestissimo!!!! ti voglio bene.
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    91

    Caro Marco, il libro l’ho letto e riletto e dire che mi ha emozionato è dire poco. E’ stato un rivivere il momento drammatico dell’annuncio della tua malattia, e poi quell’alternasi di speranza e di paura che ci ha tenuti col fiato sospeso in quel periodo. Il libro si legge velocemente tra lacrime e sorrisi perché c’è anche molta ironia e voglia di farcela che ha sicuramente contribuito alla guarigione, oltre naturalmente all’amore della tua splendida famiglia. Gli amici e i parenti ai quali abbiamo regalato il libro ci telefonano per dirci che sono rimasti “ coinvolti”. Dignitoso, interessante, prezioso, una vera lezione di vita, questi i giudizi unanimi. Naturalmente quelli dei parenti non valgono essendo di parte. Che altro dire?
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    92  Buongiorno professore, preferisco non essere melensa. 10 con lode. Grazie di esistere.
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    93 ciao…(aspetta ho un momento di imbarazzo dettato dal tempo che e’ passato dall’ultimo nostro incontro), ho letto il tuo libro, emozionante, ricco di umanita’ e di tutta una serie di aggettivi che in questo momento non mi vengono, e’ stato bello averti ri-trovato tra le righe cosi’ come mi ricordavo. Grazie per la dedica, grazie per il “gioia”. Grazie. Farei i complimenti anche a tua moglie se me lo permetti…immagino abbia vissuto momenti di terrore, ne so qualcosa. Vi abbraccio. spero a presto.
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    94  caro Marco,
    ho letto da tempo il tuo romanzo, già da tempo a voce ti ho detto quanto mi sia piaciuto e quanto l’abbia apprezzato sotto molti punti di vista.
    Aspettavo a farne la “recensione ufficiale”… ma penso che ora sia giunto il momento.
    Mi è piaciuto molto, questo lo sai, ma soprattutto mi è piaciuto il tuo modo di scrivere, l’abilità nel passare dai toni drammatici a quelli lievi, i rimandi tra presente e passato, la lievità del tocco pur nella drammaticità degli eventi raccontati.
    Quindi complimenti allo scrittore che è in te!
    Trovo  poi, pensandoci, che davvero al di là dello scopo benefico, che già da solo valeva l’acquisto del libro, questo libro dia una bella lezione di fiducia, ottimismo, incoraggiamento sia ai malati che a chi lavora negli ospedali.
    Non nega mai il dolore, la sofferenza, la sconfitta davanti a chi purtroppo non ce la fa, non chiude gli occhi in un cieco ottimismo ma non si lascia mai abbattere e non cede al facile qualunquismo e al disfattismo di quelli che vigliono sempre veder nero e dire che “va tutto male”.
    E sono poi convinta che sia davvero il più bel “manifesto” per la donazione del midollo. Io, causa età (sic!), non posso più far nulla, ma se davvero ognuno di noi facesse un piccolo passo si potrebbe dare una speranza concreta a chi non aspetta altro.
    Sono felice di averti conosciuto, di aver condiviso un pezzo del mio percorso con te, di esserti amica e di aver imparato ancora una volta, anche grazie a te, a godere della vita e dei doni e regali che questa talvolta ci offre in modo inaspettato.
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    95 Stanotte ho letto il tuo libro.. E’ anche la mia storia.. Praticamente lo stesso percorso.. Mi hai fatto piangere, ridere e riflettere. Siamo persone speciali, non c’è dubbio… Tu sei speciale, e quello che hai fatto è a dir poco fantastico… Ti scriverò in privato… Grazie.. Davvero grazie..
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    96 Finito di leggere il tuo libro… bellissimo!!…complimenti!! … mi ha fatto piangere tanto!! (come si dice anche dei bei film)…. si …. tutti i commenti sembrano banali . . . meglio il silenzio!. Cercherò di pubblicizzarlo per quanto nelle mie capacità. Ora so cosa portarti la prossima volta che ci vediamo.. . un bel limone!!
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    97 Ciao Marco, permettimi di darti del tu..
    E’ stata una scoperta conoscerti, sembra che io sappia tutto della tua malattia, forse perchè hai fatto il mio stesso percorso..
    Mi presento: ho compiuto … anni a Dicembre, ho una sorella e vivo in un paesino piccolo piccolo della provincia di ……
    Lavoro in ospedale, sono un’amministrativa da un sacco di anni, e prima di questo lavoro ne ho fatto molti altri  e sempre vari..
    Un venerdì pomeriggio come tutti gli altri, finisco di lavorare alle 16, vado a trovare mio zio che è stato operato di tumore maligno alla prostata in un ospedale vicino al mio, cosa che succedeva da 20 giorni  circa, essendo lui un forte cardiopatico ha avuto una degenza molto lunga..
    Sono a casa da sola, i miei genitori, con cui vivo, sono a … da mia sorella per il compleanno della mia nipotina ….. Tutto nella norma, insomma..
    Sabato mattina non riesco ad alzarmi dal letto.. Febbre a 42.. Sabato pomeriggio peggio.. Domenica mattina non riesco neanche più a pensare o a ragionare su qualcosa..
    Domenica pomeriggio arrivano i miei e mia mamma decide di portarmi in Ps.. Io mi lamento perchè la Domenica pomeriggio i Ps sono sempre pieni..
    Comunque mi porta a forza.. E’ un pomeriggio caldo, vedo con il mio sguardo appannato gente in maniche corte e infradito.. Io ho un freddo cane.. Ho addosso il maglione, il pile, il giubbotto di mia mamma e una signora mi presta anche il suo.. Chiedo anche una coperta all’infermiera che mi ha fatto l’accettazione in Ps.. La coperta non arriva, torno a richiederla e in quel momento vedo l’infermiera che sbianca in viso.. Mi fa entrare e come mi appoggio alla barella svengo..
    Emocromo, Ecg e visita.. Non mi dicono niente.. Verso sera sfugge a un medico che potrebbe essere Mononucleosi..
    Mi trattengono per la notte, mi mettono sotto una  tenda con 2 mascherine addosso e mi dicono di non uscire assolutamente..
    A quel punto do fuori di matto.. Credo di essere infettiva e mi metto ad urlare che ho infettato anche l’altro ospedale dato che sono andata da mio zio per almeno 20 giorni di fila.. Nessuno mi ascolta, così mi alzo e decido di mettere il naso fuori dalla porta.. Ho scatenato l’inferno.. Mi hanno placcata e rimessa a letto..
    Notte passata da cani con incubi e strani pensieri e alla mattina diagnosi e prognosi.. Detta in 5 secondi da un medico stronzo che passava di lì..
    “Lei ha una leucemia acuta signora, si faccia il segno della croce e si prepari al peggio.. Abbiamo stimato che al massimo le rimangono 3 mesi di vita”..
    Mi è crollato il mondo addosso… In un attimo ho realizzato che non avrei visto crescere mia nipote, che non avrei potuto lavorare, che mi sarei conciata come una terminale…
    Lavoro in ospedale, e queste cose purtroppo si vedono spessissimo, ma non si è mai preparati abbastanza..
    Nel frattempo arriva mia mamma, ma a quel punto ho già millemilioni di fazzoletti usati sul letto, mi avevano già trasferito in una cameretta singola tutta per me e aspettavo il medico per l’agospirato midollare..
    Ed ero in una valle di lacrime..
    Mia mamma non crede a una sola parola di quello che le dico, blocca il primo medico che passa di lì e ha la conferma di tutto… La vedo rientrare sconsolata… Gli esami sono stati ripetuti due volte e non c’è nessun dubbio..
    Primo esame: Ecografia epatica.. Il fegato è a posto, mi dicono che ho della sabbia in un rene, chissenefrega a questo punto dico io..
    Agospirato midollare: in due nanosecondi mi sono trovata con il sedere in aria e con 4 medici e un’infermiera che mi trafficavano intorno..
    Dalla paura che avevo non ho sentito nessun dolore anche se riempiono 5 siringhe, 8 vetrini e mi prelevano il pezzettino di osso… Fa niente..
    Mi trovano un letto in medicina e mi ricoverano. Il primario mi dice che devono cercare una struttura che riesca a curarmi. Lì dove sono (Ospedale di ….) non sono attrezzati per una malattia come la mia, quindi sono alla ricerca di un posto letto nel più breve tempo possibile.. Le scelte cadono su …, …. o …..
    Intanto pensano bene, dato che non ho accessi venosi, di far salire il rianimatore per installarmi un bel CVC in succlavia, secondo loro mi servirà di sicuro. Firmo il consenso e in un battibaleno arriva un rianimatore alto un metro e un’oliva.. Non arriva neanche al letto, devono abbassarlo completamente.
    Mi garantiscono che è il più bravo… Il rianimatore decide che è un’operazione difficoltosa, e che per fare la manovra con una certa dose di sicurezza (mia)  deve premere sulla mia spalla destra con il suo ginocchio mentre l’infermiera mi tira il braccio.. Ok, sono cicciotta penso, quindi è la mia punizione, non trovano la succlavia.. Logicamente dico sì e in men che non si dica mi trovo il medico sulla spalla, fortuna che pesa come un moscerino..
    Mia mamma è fuori che aspetta con la mia amica, che nel frattempo è arrivata in mio sostegno..
    CVC installato e funzionante..
    Il giorno dopo trasferimento a …., non lontano da casa mia e inizio terapia..
    Ricorderò sempre le facce dei dottori quando sono arrivata.. Mi hanno chiamata “l’acuta”.. Mi sono sentita morire dentro..
    Il medico responsabile mi ha detto chiaro e tondo che mi confermavano i 3 mesi di vita, e che avrei potuto scegliere di passarli come volevo: da loro per provare la chemio senza nessuna garanzia di riuscita oppure nel modo che più preferivo..
    Logicamente ho scelto di restare e lì è cominciata la parte che conosci bene anche tu: chemio d’induzione per entrare in remissione, aplasia, isolamento, il tutto farcito da rachicentesi e svariati prelievi di midollo, altri cicli di chemio per il consolidamento, altre aplasie, altri isolamenti..
    Per riassumere ho passato quasi 7 mesi in isolamento parlando solo con la finestra (chiusa), la porta (chiusa) la televisione e le persone che vedevo attraverso il vetro, come in un acquario. Ho mangiato schifezze assurde imposte dalla dieta, non potevo mettermi le dita nel naso, come dici tu, neanche quando non avevo altro da fare, e l’unica cosa che mi ha tenuto il cervello in vita e acceso è stato il contatto con gli amici…
    Lavorando in ospedale ho un sacco di persone che mi conoscono – sarà stato lo stesso per te che lavori in un liceo – e ciò mi ha permesso di passare tutto il tempo in cui ero lucida e attiva a rispondere alle centinaia di mail e di messaggi che arrivavano.
    Avendo il privilegio di essere sempre ricoverata in camera singola, tutte le volte mi disinfettavo il pc e facevo la mia piccola postazione multimediale in camera.. Per la gioia dei dottori e delle infermiere che mi vedevano sempre a fare qualcosa e mai sul letto a vegetare.. Nei primi giorni di ricovero, quando avevo ancora i bianchi a livelli decenti, potevo anche permettermi di notte (il cortisone mi ha reso completamente insonne e iperattiva) di aiutare le infermiere a chiudere le cartelle cliniche, o fare con loro il giro di distribuzione farmaci alle 20, oppure di stampare e di etichettare le provette per gli esami della mattina dopo… Il tutto armata di carrellino con le flebo sempre al seguito…
    Adesso sto benino, faccio le visite di controllo ogni mese e a Gennaio ho pianto di gioia quando mi hanno dato il permesso di andare in vacanza… Dopo un anno che non facevo ferie…
    Ho prenotato e sono andata  a Parigi 10 giorni. Da sola. Ho camminato come una pazza, mangiato quello che la dieta mi consente (ho ancora molti divieti per l’alimentazione) e girato dappertutto senza mascherina… Era da un sacco che non mi succedeva…
    E poi… Martedì ho ripreso il mio lavoro…
    Sono di nuovo in ospedale a far disperare infermiere e medici. Sono segretaria di reparto, seguo una ventina di medici, e ho le sale operatorie delle mie unità operative da organizzare. Mi occupo di Ortopedia, Terapia del Dolore, Senologia Medica ed Emodinamia.. Ho un bel daffare..
    E tutti mi aiutano…
    L’unica cosa che lascia perplessi i miei oncologi è che lavorando in ambiente ospedaliero sono a forte rischio di infezioni (io poi sono piazzata in reparto, e in chirurgia girano batteri e infezioni di ogni tipo), quindi devo stare superattenta a tutto e a tutti.. Ma va bene così..
    Ho fatto in mille pezzi le procure che avevo fatto per vendere macchina, casa e intestare il conto corrente e tutto il resto a mia mamma… Mi sento sicura, diversa e certa che tutto andrà per il meglio..
    Ho perso qualche amicizia a causa della leucemia, ma le persone che ho conosciuto ricompensano ampiamente le perdite che ho avuto… Ho un sacco di amici nuovi e simpatici…
    Tante persone malate conosciute in ospedale si sono perse  per strada… Quando sono partita in questa avventura eravamo in 22.. Adesso siamo in 3… Infatti quando vado in reparto a salutare le infermiere e la caposala (la mia non è mai stata stronza)  mi rendo conto che non conosco nessuno dei pazienti in reparto…
    In compenso sono stata “arruolata” per parlare con le persone ricoverate che non hanno ancora accettato la loro situazione di malati..
    Non ci conosciamo, ma posso assicurarti che sono una brava “personcina” con l’esperienza giusta, sia come paziente che come operatore sanitario, per poter aiutare le persone che ancora sono in quella fase di limbo indefinito..
    Adesso basta annoiarti con le mie faccende, in fondo lo scrittore sei tu, quindi aspetto con impazienza la tua risposta..
    Fai con calma, so che sei superimpegnato con il tuo lavoro di prof e di arbitro..
    E poi quando verrai per la … verrò a stringerti la mano e a spettinarti!!!
    Un tenero abbraccio e….Forza ……P.s. Grazie per avermi letta…
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    98 caro professore ho finito di leggere il tuo piacevolissimo libro .ora mi sembra di conoscerti quasi come un vecchio amico,complimenti davvero!
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    99 Letto…nel tuo libro c’è tutto Marco, tutto e tutti. Non è un libro triste , c’è molto della tua professione e c’è tutto l’amore con cui affronti la Vita.
    Grazie per averci regalato in modo così generoso la tua sofferenza ed il tuo entusiasmo. (GRAZIE A TE AMICA MIA)
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    100 Gentile prof, avevo messo in lista d’attesa il suo libro, perché pressata da altri testi di cui dovevo occuparmi per lavoro. Ieri sera ho finito di leggere La festa dei limoni. E’ molto difficile, affrontando il tema di una malattia seria, non cadere nel melodramma o nella tragedia, ma lei ci è riuscito benissimo. Ha raccontato una storia dolorosa con quella “leggerezza” che Calvino considerava il pregio maggiore di ogni scrittura romanzesca (o anche autobiografica). Le faccio i mei complimenti. Un cordiale saluto. Margherita Oggero.
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6 pensieri su “Lettori 1 -100”

  1. “Quando i parenti vanno a trovare i malati, per togliersi dall’imbarazzo, leggono l’etichetta della flebo, fingendosi esperti, e poi controllano a che velocità scende la goccia.
    Sognerò la velocità di quella goccia per anni, perché vivrò ancora molti anni. Lo so”
    E’ questa la mia citazione preferita..è l’istante esatto in cui ho pensato”Okay, questo è Marco”. Forse perchè il tono era così famigliare da poterti facilmente immaginare mentre la raccontavi, con la tua voce, o mentre la scrivevi. E’ questo che ha reso tutto più vivo, più tuo e in definitiva “nostro”: di chiunque lo abbia letto. Così se penso al libro, mi viene da pensare a questa goccia che cade che è la tua vita. Goccia che è un esempio tosto.
    Adoro questo libro perchè è sano, è terapeutico, è un esempio bello e vivo e più di tutto per l’obiettivo finale per il quale è nato.

  2. Prof, ho preso il suo libro sabato e domenica pomeriggio l’avevo già finito. L’ho davvero letto con piacere, lasciando qualche, o forse è meglio “un bel po’ ” di lacrime, ma allo stesso tempo ridendo con gusto.
    Complimenti davvero per l’impegno e l’ottimo lavoro che ne è uscito. Grazie. Alessia.

  3. Caro Marco,
    Ho letto il libro in tre manche da 35 minuti, perché emotivamente coinvolto da quel luccichio nei tuoi occhi quando mi raccontavi del libro ormai vicino alla stampa.
    Ho letto il libro perché ho percepito quel profumo di zagara di limone delicato che una volta faceva coreografia agli avvenimenti felici della vita.
    Ho letto il libro perché pensavo di trovare quel che ho esattamente letto:
    grinta nell’affrontare la vita,
    amore per la famiglia,
    tanta professionalità,
    un pizzico di gran cuore,
    stile scorrevole
    e quella sottile ironia necessaria nei momenti difficili e con i pensieri più disparati, che passano come un flash nella mente intorpidita dalla preoccupazione.
    Dai Marco che l’obiettivo si avvicina!!!!!
    Salvatore

  4. Ciao Marco,io sono un tuo ex allievo ti ho gia detto quello che penso su FB,pero’lo faccio anche qui perché e’giusto così.La stima che ho nei tuoi confronti e’sempre stata enorme,l’unico prof di cui porto bei ricordi.Le tue lezioni mi piacevano un casino,infatti fino alla seconda sono andato bene poi e’stato un disastro,vabbe chi se ne frega.Ricordo quando alla fine della lezione davi gli esercizi per casa,e se qualcuno non sentiva bene e diceva”come?”li ripetevi ma aumentavano…Il libro l’ho sbranato in due giorni,a Natale l’ho finito,non volevo fermarmi,cosa che solitamente non mi succede.Mi e’venuto piu’volte un nodo in gola e pensavo “…ma porca T…ia…”,ho perso da poco circa 6 mesi il mio migliore amico per malattia…gli sono stato vicino,e quanti pensieri quando lo aspettavo fuori a Candiolo,voleva vincere,voleva vivere…ha vinto lui,sua maesta’il Cancro.Io mi sento,dopo questo libro,molto piu’sensibile verso queste persone che soffrono e mi prometto che mi impegnerò sempre più a fare del bene,perché come dici tu,alla fine fa stare molto bene anche noi.Questo libro dovrebbe essere tradotto in tutte le lingue del mondo…e Marco Braico andrebbe clonato.Sicuramente va riletto per apprezzarlo del tutto,gia la prima volta basta comunque.L’umanità che si trova in queste pagine fa pensare che poi dopotutto di esseri umani ne esistono ancora…il messaggio di fiducia e speranza e’fortissimo,grazie per questo libro,fara’del bene a tante persone anche ai finti malati…Mi auguro un giorno di poterti venire a trovare…e comunque,sempre e comunque Forrrzzaaa JUVEEEEEEEEEEE!Amen

  5. caro Marco,
    ho letto da tempo il tuo romanzo, già da tempo a voce ti ho detto quanto mi sia piaciuto e quanto l’abbia apprezzato sotto molti punti di vista.
    Aspettavo a farne la “recensione ufficiale”… ma penso che ora sia giunto il momento.
    Mi è piaciuto molto, questo lo sai, ma soprattutto mi è piaciuto il tuo modo di scrivere, l’abilità nel passare dai toni drammatici a quelli lievi, i rimandi tra presente e passato, la lievità del tocco pur nella drammaticità degli eventi raccontati.
    Quindi complimenti allo scrittore che è in te!
    Trovo poi, pensandoci, che davvero al di là dello scopo benefico, che già da solo valeva l’acquisto del libro, questo libro dia una bella lezione di fiducia, ottimismo, incoraggiamento sia ai malati che a chi lavora negli ospedali.
    Non nega mai il dolore, la sofferenza, la sconfitta davanti a chi purtroppo non ce la fa, non chiude gli occhi in un cieco ottimismo ma non si lascia mai abbattere e non cede al facile qualunquismo e al disfattismo di quelli che vigliono sempre veder nero e dire che “va tutto male”.
    E sono poi convinta che sia davvero il più bel “manifesto” per la donazione del midollo. Io, causa età (sic!), non posso più far nulla, ma se davvero ognuno di noi facesse un piccolo passo si potrebbe dare una speranza concreta a chi non aspetta altro.
    Sono felice di averti conosciuto, di aver condiviso un pezzo del mio percorso con te, di esserti amica e di aver imparato ancora una volta, anche grazie a te, a godere della vita e dei doni e regali che questa talvolta ci offre in modo inaspettato.
    norma

  6. Dal momento in cui ho ricevuto il tuo libro qualcosa in me ha iniziato a cambiare. . . Ora sono alla seconda lettura, nessun altro libro osa prendere il posto del tuo.. . e forse non voglio io!!!! Hai aperto una porta che non pensavo neanche esistesse più… GRAZZZZZZIIIIIIIIIIIIIIIIIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE MARCO!!! SEI UNA PERSONA MOLTO PARTICOLARE….

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